Lo scorso giugno in Germania è stato il più caldo di sempre. Il 29 giugno a Möckern-Drewitz, nella Sassonia-Anhalt, è stato registrato un nuovo record assoluto per la temperatura dell’aria più alta mai misurata nel Paese, con 41,8 gradi.
Anche le notti sono state insolitamente calde per le regioni a nord delle Alpi, con temperature superiori ai 26, in alcune località persino superiore ai 29 gradi. Temperature che nei Paesi del Mediterraneo forse non sono nulla di straordinario, ma che per la Germania sono relativamente nuove. In quel Paese, infatti, la soglia dei 40 gradi è stata superata ufficialmente per la prima volta solo nel 1983. Da allora, le temperature record sono in aumento. Nel giugno 2026 sono stati registrati più di 40 gradi persino per diversi giorni.
L’ondata di caldo ha avuto conseguenze inaspettate: a Lipsia e Norimberga i tram non hanno potuto circolare per due giorni, poiché il caldo aveva ammorbidito il materiale di giunzione al punto da farlo fuoriuscire dai binari. Alcuni tratti autostradali hanno dovuto essere chiusi al traffico a causa delle crepe che si erano formate sul manto stradale.
Anche molte strutture non sono preparate a temperature così elevate: gran parte degli asili nido, delle scuole, delle case di cura e degli ospedali non dispone di impianti di climatizzazione. Alcune cliniche hanno dovuto assistere il doppio dei pazienti rispetto ai giorni normali. In numerosi ospedali e case di cura la temperatura ha raggiunto i 35 gradi e oltre. I pazienti hanno dovuto essere trasferiti dai reparti surriscaldati a quelli più freschi. Gli ospiti delle case di riposo hanno avuto malori, sono stati trasferiti o hanno dovuto ricevere cure mediche. Alcune case di cura sono state completamente evacuate.
Il caldo mette a rischio soprattutto gli anziani e le persone affette da patologie cardiovascolari, respiratorie e polmonari, ma anche da disturbi neurologici come la demenza. Secondo le stime dell’Istituto Robert Koch, l’ente centrale del governo federale per la sorveglianza e la prevenzione delle malattie, nel primo semestre del 2026 il numero di decessi causati dal caldo in Germania è aumentato in modo significativo: con 5.100 decessi in più, il numero ha superato quello registrato negli anni precedenti nell’arco di dodici mesi.
A causa della siccità, in diversi Länder sono divampati incendi boschivi. Negli ultimi anni, l’aumento delle temperature e la siccità stanno mettendo sempre più a dura prova le foreste. Si stanno diffondendo insetti come il bostrico, che provoca la morte degli alberi. I fiumi non portavano più acqua a sufficienza; le navi da carico sono state costrette a interrompere la navigazione. Si è parlato di danni economici, poiché le persone sono meno produttive. Alcuni operai edili hanno spostato i propri orari di lavoro alle ore mattutine e serali per sfuggire al caldo più intenso.
Da allora si moltiplicano le richieste rivolte alla politica affinché si faccia di più per la tutela delle persone: ridurre la cementificazione di città e piazze e, invece, piantare più alberi, creare strisce verdi e installare vele ombreggianti per favorire il raffreddamento. I piani di gestione del caldo dovrebbero essere rivisti e gli investimenti in ospedali, strutture di assistenza e centri sanitari dovrebbero essere sostenuti finanziariamente. Le norme sulla protezione dal caldo sul posto di lavoro dovrebbero essere applicate in modo più coerente e si dovrebbe aprire la strada a una maggiore flessibilità degli orari di lavoro in caso di condizioni meteorologiche estreme.
Il problema: molte delle proposte sono realizzabili solo nel lungo periodo. Nel breve termine, l’acquisto di impianti di climatizzazione a basso consumo energetico potrebbe rappresentare una soluzione. Ma chi dovrebbe pagarli in tempi di ristrettezze finanziarie? I Länder e i comuni sono spesso indebitati e attendono iniezioni di liquidità dalla Federazione. Il governo federale, però, non si ritiene competente in materia. Il suo compito, secondo il ministro federale dell’ambiente Carsten Schneider, è piuttosto quello di ridurre le emissioni inquinanti e frenare il riscaldamento globale. Secondo l’opposizione, tuttavia, sta facendo ben troppo poco in tal senso.
Resta la speranza che i danni e le sofferenze causati dall’ondata di caldo di giugno non vengano dimenticati così in fretta, ma servano invece a sensibilizzare l’opinione pubblica: in modo che lo Stato federale, i Länder e i comuni facciano ciascuno la propria parte affinché le future ondate di caldo possano essere gestite meglio. Dopo un luglio un po’ più fresco, tutti guardano ora con grande interesse a come si evolverà il tempo nel mese di agosto. Infatti, anche in Germania luglio e agosto sono solitamente i mesi più caldi dell’anno.
