Si può salvare la vita, si fanno analisi gratis e ci sono spesso benefici ulteriori, come per esempio – a seconda della struttura prescelta per la donazione – sconti sulle prestazioni mediche o ingressi ai musei comunali. Donando il sangue si dà un contributo concreto al benessere sociale e si investe nel futuro della collettività, soprattutto in questo momento storico, in cui c’è una diffusa carenza di emazie in tutto il Paese.
A dare l’allarme è stato il Centro nazionale sangue, che ha segnalato lo stato di emergenza nazionale, in particolare per il gruppo sanguigno O positivo. E se tutti i territori sono in difficoltà – visto che non ci sono Regioni con eccedenze da poter condividere con le altre -, le maggiori criticità si registrano in Campania, Sicilia e nel Lazio.
Ecco perché il Centro nazionale sangue ha lanciato un appello per sollecitare le strutture regionali di coordinamento, le federazioni e le associazioni a incrementare le donazioni, a potenziare la chiamata attiva dei donatori e la raccolta associativa, a mettere tempestivamente a disposizione delle Regioni carenti le unità in eccedenza.
Possono donare il sangue le persone dai 18 ai 65 anni. In alcuni casi, anche oltre quest’età. Nel 2025 i donatori sono stati un milione e 664mila cittadini (-0,8% rispetto al 2024). I donatori periodici sono l’85% dei tutti i donatori. La fascia di età più generosa è quella tra i 46 e i 55 anni. La meno folta è quella dei giovani, dai 18 ai 25 anni. E proprio a loro ci si appella per compiere un atto di generosità disinteressato, ma utilissimo per salvare vite umane – spesso di loro coetanei coinvolti in incidenti stradali.
