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Ambiente > Patrimonio

“Luoghi del cuore”, partecipa alla gara dei posti più belli d’Italia

di Luigi Laguaragnella

- Fonte: Città Nuova

Fino al 15 dicembre i cittadini potranno votare il proprio “Luogo del cuore” tra le migliaia di siti paesaggistici, storici e monumentali censiti dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI). Una gara di firme in cui a vincere, in ogni caso, saranno la valorizzazione e la cura del territorio

Foto Pexels

Ogni regione italiana vanta ricchezze ancora poco conosciute e le campagne e le iniziative del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) offrono un prezioso sostegno al loro recupero. Con la dodicesima edizione de “I luoghi del cuore”, l’ente garantirà un contributo economico ai primi tre siti che avranno ottenuto il maggior numero di voti; si tratta di un prezioso sostegno per il restauro, la riqualificazione o il risanamento conservativo di edifici interi, con interventi di ingegneria naturalistica, oltre che ad un incentivo per la valorizzazione culturalecon progetti di comunicazione e strumenti di supporto alla visita di carattere permanente.

Sul sito del FAI si può votare il progetto del “cuore”, ma è possibile firmare la propria scelta anche presso i banchetti allestiti dai volontari delle delegazioni cittadine. La classifica viene aggiornata periodicamente. Fino al 23 luglio il luogo del cuore che ha ricevuto il maggior numero di preferenze (22.779 voti), scalando la classifica, è quello delle Lame di Puglia che condivide il podio con il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata-Camerino vicino Macerata (14.694 voti) e le Grotte rupestri di Verzino in provincia di Crotone (13.123 voti). 

Le Lame di Puglia sono un un’area naturale collocata nell’ampia zona centrale della Puglia attorno alla provincia di Bari. Occupano la zona delle Murge, arrivando fino al mar Adriatico. Sono lunghe oltre 40 chilometri e costituiscono un patrimonio naturalistico tipico di questa zona che andrebbe maggiormente fatto emergere. Risalgono a secoli lontani grazie all’azione lenta e costante dell’acqua sulla roccia calcarea, tipica dell’entroterra barese. Durante le stagioni piovose diventano canali naturali di deflusso, mentre nei mesi secchi si trasformano in corridoi verdi ricchi di vegetazione mediterranea, restituendo una biodiversità unica.

Seguendo il corso della natura, hanno svolto diversi ruoli anche per l’uomo. Si stima che nelle lame vi è l’85% delle specie presenti nel territorio dell’area metropolitana barese. Contribuiscono allo sviluppo naturalistico della Puglia e si possono ritrovare impronte di dinosauri, oltre che antichi tratturi, masserie, frantoi, cripte rupestri, i cosiddetti “iazzi”, recinti per le pecore e tracce di insediamenti umani. Tutto racconta il rapporto millenario tra uomo e natura di questa terra. Le lame, quindi, fungevano da rifugio, via di comunicazione, spazio agricolo, spirituale, e non a caso in queste zone si sono insediate le comunità contadine. Tra le lame, oggi, si trovano importanti centri cittadini della provincia di Bari: Lama Paterno e Lama di Macina, collocate nella zona di Bisceglie e Trani; Lama Balice tra Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Bari; Lama Lamasinata a Modugno e Lama Picone tra Cassano delle Murge e Bitritto.

La loro valorizzazione si antepone all’immagine consumistica del turismo balneare che sta invadendo le coste pugliesi, riscoprendo un ecosistema legato alla storia rurale della regione. Il progetto corale, sottoscritto da venti associazioni locali, incentiva il turismo lento, la ricerca scientifica nell’ambito di numerose discipline di itinerari culturali e spazi di incontro tra cittadini e territorio, e soprattutto, l’educazione ambientale. Spesso queste lame vengono confuse come depressioni naturali e luoghi marginali versando in condizioni di abbandono, soffocate dai rifiuti o distrutte dallo sfruttamento agricolo e dalla cementificazione che soprattutto nel territorio barese sta diventando incontrollata. Mettere in sicurezza l’area delle lame favorisce, invece, una funzione fondamentale di drenaggio naturale delle acque piovane, mentre la loro alterazione aumenta il rischio idrogeologico. Rappresentano un luogo naturale di silenzio, di memoria che quasi stona con la corsa alla miglior offerta turistica del tacco d’Italia.

Il luogo del cuore in seconda posizione è il Convento Cappuccino nella zona marchigiana di Camerino. Il progetto richiama fortemente alla spiritualità francescana; da oltre cinquecento anni è divenuto rifugio, casa e luogo di fraternità. I primi cappuccini adattarono gli spazi con materiali poveri: fango, vimini, legno…, ora elementi caratteristici del museo che andrebbe riqualificato insieme alla chiesa del convento. Si inserisce nel Cammino dei Cappuccini, itinerario di quasi 400 chilometri che ogni anno conduce migliaia di pellegrini attraverso paesaggi di straordinaria bellezza.  

Le Grotte rupestri di Verzino nel crotonese occupano la terza posizione della classifica dei Luoghi del cuore. Ai piedi della Sila si può riscoprire la presenza di civiltà millenarie, antecedenti l’avvento della civiltà greca nella valle del fiume Vitravo. Le Grotte, abbandonate al degrado dagli anni ’80, stanno venendo alla luce, offrendo un patrimonio prezioso per la Riserva Naturale Regionale del Fiume Vitravo e delle Grotte Rupestri di Verzino.

In ogni luogo c’è il cuore, e soltanto ricordarsi che molti patrimoni circondano la nostra Penisola è un atto di responsabilità verso la storia, la natura e la bellezza.

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