Papa Leone, nel giorno che ricorda i 250 dalla Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, il 4 luglio, è in visita pastorale a Lampedusa, terra accogliente, meta di approdi ma anche di innumerevoli disgrazie. Una caratteristica, quella dell’accoglienza, che il papa ha sottolineato nel videomessaggio in collegamento con la platea del National Constitution Center di Filadelfia, da cui ha ricevuto la medaglia della Libertà 2026: «Il Paese apriva le sue porte a seguenti ondate di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione».
Nel suo discorso il papa, statunitense di nascita, è tornato alle origini della fondazione, focalizzandosi sui principi a cui l’America dovrebbe sempre ispirarsi, primo tra tutti il diritto alla vita: «Siamo custodi e amministratori di coloro che ci sono stati affidati. In questo senso, la grandezza morale di una nazione si manifesta soprattutto nella sua capacità di sostenere, proteggere e custodire la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili e di coloro il cui valore è messo in discussione». Ha poi ricordato il diritto alla libertà, da non confondersi con la volontà di fare tutto a proprio piacimento, ma con la «capacità della persona umana di conoscere la verità e di aderire a ciò che è bene, anche a costo di grandi sacrifici», perché è questa continua ricerca del bene che «determina inevitabilmente la direzione che cerchiamo di dare alle nostre vite». Le parole sulla libertà toccano anche il tema della libertà di culto, che è stata da sempre parte della tradizione americana e che il papa si auspica «continui a dare frutti in un discorso pubblico improntato alla moderazione, al rispetto per le opinioni altrui e a un costante impegno nel trovare un terreno comune per promuovere la causa della pace e della riconciliazione, in patria e all’estero».
La conclusione del messaggio di Leone è un inno all’unità, che ha permesso agli americani di perseguire il sogno comune di un avvenire migliore: «Affinché una nazione possa prosperare, deve essere veramente unita; unita non da obiettivi legati a imprese momentanee, ma da ideali che non svaniscono con il passare del tempo». Un vero augurio di pace e prosperità è il saluto e il ringraziamento del papa per questo anniversario a «un paese caratterizzato da generosità e nobiltà d’animo. Raccomando tutti voi, così come il futuro della Nazione, a Colui che è la fonte della vera libertà e della pace duratura, Colui il cui nome è Pace».
