Sono molto contento di pubblicare la lettera che segue, per due motivi. Il primo è che ciò che è successo non è accettabile, da nessun punto di vista. Il secondo motivo dipende da come è scritto questo appello, concreto e senza inutili polemiche, che Città Nuova fa suo. In un mondo in cui il tema LGBTQ+ è oggetto di divisioni a volte feroci e dolorose, oltre ad essere ostaggio delle posizioni ideologiche dei partiti, questa lettera ci spinge ad allargare il cuore e gli orizzonti, ad ascoltarci e dialogare.
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Egregio Direttore,
siamo i genitori di un figlio omoaffettivo e anche noi, come tutti i genitori di figli LGBTQ+ del gruppo “Nessuno solo” di cui facciamo parte, siamo rimasti scossi e sconvolti apprendendo dell’omicidio a Camaiore di Mirko e di sua madre, compiuto dal padre.
Non è la prima volta che accadono omicidi omofobi, così come anche suicidi causati da atteggiamenti omolesbotransfobi. Ogni anno la lista delle vittime purtroppo si allunga. Non riusciamo a far passare questa triste notizia senza un sussulto che ci porta a scrivere due righe per reclamare, ancora una volta, la necessità di dialogare perchè sia compreso finalmente il diritto ad un’esistenza normale per i nostri figli LGBTQ+, almeno per quanto dipende da ognuno di noi.
Finalmente in questi giorni abbiamo letto diversi articoli su Famiglia Cristiana, Avvenire e Facebook (don Maurizio Patriciello). È un passo in avanti della comunità cattolica che però non è sufficiente. In questo contesto vorremmo che la Chiesa fosse, per noi genitori e per i nostri figli, una sponda fondamentale per allargare la cultura della comunità cristiana e della società tutta al rispetto dei valori fondamentali, come la vita, il diritto ad essere quello che si è, e ad una vera inclusione, libera da pregiudizi o condizioni, così come Gesù ci ha insegnato con il Vangelo.
Diversi pastori e tanti genitori cristiani infatti si battono da anni affinché sia realizzata una integrazione inclusiva e rispettosa delle persone LGBTQ+ nella Chiesa e nella società, affinché si arrivi ad un maggior rispetto e comprensione della natura di ciascuno che non sceglie questo orientamento o quell’identità di genere.
Come genitori cristiani siamo mossi da due ragioni importanti: la Chiesa rappresenta per noi il porto sicuro, il luogo dei valori, dove i nostri figli potrebbero trovare dei fratelli e sorelle che li amano a prescindere e avere la possibilità di vivere in un ambiente sano e protetto.
La seconda ragione riguarda il mantenimento della fede in Gesù: non di rado, infatti, una accoglienza rifiutata, o con delle pregiudiziali, li porta ad abbandonare oltre la comunità cristiana, anche la fede in Cristo Gesù.
La Chiesa non sono solo i pastori e la gerarchia ecclesiastica, siamo tutti noi. Spesso i pastori non prendono posizioni chiaramente inclusive… perché’ sentono che la comunità non è pronta. E assistiamo non di rado ad atteggiamenti critici e resistenze, anche in buona fede, ad una inclusione delle persone LGBTQ+ nella comunità cristiana.
Ognuno di noi, sia chi ha un ruolo di responsabilità, sia chi non lo ha può scegliere di non rimanere in silenzio, ma piuttosto di prendere posizione o di fare qualcosa in prima persona per smussare, comprendere, dialogare, accogliere un fratello, sorella altro da noi.
Siamo consapevoli che non tutto quello che viene dal mondo LGBTQ+ è giusto, così come non lo è tutto quello che viene dal mondo eterosessuale. Noi chiediamo di allargare il cuore e gli orizzonti, soprattutto di ascoltarci e dialogare perché la posta in palio per un comportamento è alta e, ahimè, Mirko, sua mamma e tutti quelli uccisi o suicidati per omolesbotransfobia ce lo ricordano ogni volta.
Lettera firmata da famiglie del gruppo Nessuno solo, persone del gruppo Dialoghiamo e da operatori e professionisti del Movimento dei focolari:
Nessuno solo: famiglie Gravina, Camuccio, Minniti, Giacomazzi, Crisanti, Franz, Musto, D’Achille, Paternò, Annalisa Geusa, Ines Santoro, Lina Ciampi, Tiziana Giuliani, Liliana Gianardi e Bruno Costa, Lina Soggia, Maria Satariano.
Dialoghiamo: Paolo Ansaldi, Horacio Conde’ e Marco Benigni.
Operatori e professionisti: Ivo Volontieri, Anna Carta, Angelo Attardo, Piero Cavaleri
