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Mondo > Esteri

Più turisti in Spagna nell’estate 2026

di Javier Rubio

- Fonte: Città Nuova

Nonostante le guerre e la conseguente crisi petrolifera, gli operatori turistici spagnoli sono ottimisti su un moderato aumento del turismo in località spagnole nella prossima estate 2026

La Rambla di Barcellona (ph Pixabay)

Un tradizionale detto spagnolo, con riscontro anche nella letteratura classica, afferma che «A río revuelto, ganancia de pescadores», cioè: nelle acque agitate, i pescatori prosperano. Il suo significato lo spiega così l’Istituto Cervantes: «Così come aumentano i pesci quando le acque di un fiume sono agitate, in situazioni confuse o quando si verificano cambiamenti o disaccordi, allo stesso modo ci sono coloro che traggono profitto da tali circostanze». In altre parole: i furbi e gli opportunisti trovano sempre il modo per ottenere benefici o ricchezze. Troviamo esempi di questo comportamento ogni giorno nelle notizie. Difatti, in Spagna ci sono ancora cause aperte contro quei “furbetti” che si sono arricchiti, talvolta in modo fraudolento, con l’attività delle mascherine sanitarie durante la pandemia da coronavirus. E che dire dell’arricchimento derivante dal commercio di armi in qualsiasi guerra?

Questi pensieri mi hanno sopraffatto quando ho letto che le previsioni turistiche sono molto ottimistiche per questa estate in Spagna, nonostante le conseguenze delle guerre in corso in Medio Oriente (anzi, meglio, proprio perché ci sono): crescerà il numero di turisti e dunque crescerà l’economia. Certo, il Mediterraneo occidentale si presenta come favorito per un turismo più sicuro… rispetto a quello orientale. Di colpo, senza volerlo, mi sono sentito un “astuto opportunista”.

Secondo i rapporti dell’Istituto per il Turismo della Spagna (Turespaña), che dipende dal Ministero dell’Industria e del Turismo, vedremo una «crescita moderata ma sostenuta del turismo in Spagna durante l’estate 2026, in un contesto globale condizionato dall’incertezza economica, dall’evoluzione dei costi energetici e dalla situazione geopolitica». E aggiunge: «La domanda turistica internazionale rimane forte, ma più cauta, con maggiore sensibilità ai prezzi, pianificazione anticipata e cambiamenti nelle abitudini di viaggio».

Uno dei criteri di cui si avvale Turespaña sono le previsioni dei voli verso le varie mete turistiche. Così: «Le capacità previste per la Spagna tra il 1° aprile e il 30 settembre 2026 sono quasi tre volte quelle previste per il suo principale concorrente in termini di volume (l’Italia) e più del triplo rispetto a quelle del secondo concorrente (la Grecia)». Se si guarda però ai numerosi turisti che scelgono la “pelle di toro” (piel de toro, espressione tipica spagnola) per fare vacanze, i britannici, la ricerca di voli di andata e ritorno sul motore di ricerca Skyscanner, che ha una forte presenza nel Regno Unito, si rileva che è cresciuta notevolmente quella con destino la Spagna.

Riguardo ai “clienti” al secondo posto per intenzioni turistiche rivolte alla terra dell’“Olé”, ci sono i tedeschi: la loro spesa-vacanze ha raggiunto i 15.975 miliardi di euro nel periodo marzo 2025-febbraio 2026, superando lo stesso periodo dell’anno precedente, con un incremento del 2,6%. Questa tendenza conferma che la domanda rimane forte, sebbene la crescita si mantenga ad un ritmo moderato.

Gli ultimi dati pubblicati in Spagna dall’Istituto Nazionale di Statistica (Ine) indicano che nel 2025 sono stati 96,8 milioni i turisti internazionali che hanno visitato la terra di Cervantes. È un 3,2% in più rispetto al 2024, e hanno generato un introito complessivo di 134.712 milioni di euro, il 6,8% in più rispetto all’anno precedente. Quanti più turisti riceveremo quest’anno? Spero solo che non mi torni – e non solo a me – il complesso dell’“astuto opportunista” quando li troverò a bere una birra sulla terrazza di un bar.

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