L’inchiesta che apre il numero di aprile 2026 della rivista Città Nuova, scritta da Giampietro Parolin, entra nel vivo della cooperazione internazionale analizzando il delicato equilibrio tra interessi nazionali e sviluppo reale. In questo articolo si esaminano strategie come il Piano Mattei e il Global Gateway, mettendo in guardia dal rischio che gli aiuti diventino funzionali solo alla sicurezza energetica dei Paesi donatori. La proposta che emerge con forza è quella di rimettere al centro il protagonismo delle comunità locali, affinché i progetti nascano da un ascolto vero dei territori e si trasformino in percorsi di reciprocità e dignità condivisa.
Nell’editoriale del direttore Giulio Meazzini, intitolato “Incubo”, si affronta il tema drammatico dei droni killer e della disumanizzazione dei conflitti moderni. In queste pagine si descrive come la tecnologia bellica abbia reso la morte un fatto automatico, trasformando la guerra in una caccia spietata che non risparmia nessuno. Eppure, in Città Nuova n. 4/2026 si invita a non cedere alla rassegnazione; si sottolinea invece la necessità di restare “sognatori pragmatici”, investendo sulla fiducia e sulla bellezza come unici strumenti capaci di contrastare la logica della distruzione e dell’odio.
Nella sezione L’intervista, il magistrato Francesco Menditto si sofferma sulle criticità della giustizia italiana riguardo alla violenza di genere, spiegando l’importanza di riconoscere il freezing, ovvero lo stato di paralisi traumatica che colpisce le vittime. Per quanto riguarda la sezione Storie, in un articolo di Alberto Ferrucci si ripercorre la genesi dell’Amu. In questo testo si ricorda come l’organizzazione sia nata per tradurre in pratica la fraternità universale, promuovendo una cooperazione che non sia semplice assistenza, ma un incontro tra persone che riconoscono l’una nell’altra la medesima dignità.
Nella sezione Persona, famiglia e benessere, un articolo di Sara Fornaro esamina l’aumento del consumo di tabacco e nicotina tra i giovani. In queste pagine si discute della pericolosa moda dello svapo e delle e-cig, spesso percepite come innocue ma capaci di causare danni permanenti come la bronchiolite obliterante. Per quanto riguarda la sezione Ambiente, Antonio Onorati analizza la questione degli Ogm vecchi e nuovi. Si pone l’attenzione sulle nuove tecniche genomiche e sul rischio che la proprietà dei semi resti in mano a poche multinazionali, minacciando la biodiversità.
In Città Nuova n. 4/2026, nella sezione Italia, si apre una riflessione sul Piano Mattei, interrogandosi sulla trasparenza e sugli obiettivi di lungo periodo di questa strategia nazionale. Per la sezione Mondo, l’articolo di Liliane Mugombozi esplora i complessi scenari del Corno d’Africa. In queste pagine si analizzano le tensioni tra Etiopia ed Eritrea per l’accesso strategico al mare, evidenziando come la stabilità di un’intera regione dipenda dalla capacità di disinnescare vecchi rancori e interessi geopolitici che troppo spesso calpestano i diritti delle popolazioni locali.
Nella sezione Radar, un contributo di Marco Sanchioni approfondisce il tema della complessità, spiegando come interpretare le interconnessioni del mondo contemporaneo. Nella rubrica Tempi inquieti, Luigino Bruni parla di una sobrietà necessaria per affrontare le sfide economiche odierne, mentre Elena Granata, nella rubrica Penultima fermata, riflette sul rischio che l’informazione diventi un mero veicolo commerciale. In queste ultime pagine si ribadisce l’importanza di un pensiero critico e libero come fondamento per una cittadinanza attiva e consapevole.
Buona lettura!