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Cultura > Chiesa

Per il Giubileo dei sacerdoti un documentario su don Tonino Bello

di Edoardo Zaccagnini

Mercoledì 25 giugno, su Tv2000, un ritratto sincero e appassionato della vita personale e spirituale del sacerdote pugliese, con le testimonianze dei suoi familiari e amici.

Don Tonino Bello. Foto: Ufficio Stampa Tv2000.

Un nutrito gruppo di voci, di volti comuni, di cuori affezionati ricompone il mosaico, tanto semplice quanto dettagliato, minuzioso e rivelatore, di don Tonino Bello: sono gli uomini e le donne che lo hanno conosciuto, vissuto, seguito, incontrato. Le persone che gli hanno voluto bene, che da lui hanno appreso ed imparato.

Le ascoltiamo nel documentario Don Tonino Bello, vescovo dei nostri giorni, prodotto da TRM Network e diretto da Giancarlo D’Oronzo. Tv2000 lo trasmetterà, in prima visione, stasera, 25 giugno, in seconda serata, in occasione del Giubileo dei sacerdoti.

Ricordano, i tanti intervistati di questo docufilm di quasi 90 minuti; offrono aneddoti e definizioni, ricostruiscono momenti e crocevia di una straordinaria figura religiosa, tanto grande e luminosa quanto umile.

Li hanno prima incontrati, ascoltati, e poi montati con cura, in un continuo palleggio di parole, la giornalista Maria Cristina De Carlo e fra Marco Valletta, giornalista OFM. Li hanno divisi in tre parti, accostando tre grandi momenti della vita di don Tonino: nel primo parlano i suoi familiari, nel secondo le persone di Alessano, suo paese d’origine, in Puglia, nel terzo quelle di Molfetta, città di cui è stato vescovo.

Sono tre angolature diverse e complementari, tre prospettive dalle quali risaltano le principali parole chiave di questo straordinario uomo di fede: pace, umanità, attenzione agli ultimi, ai diritti di ogni essere umano, a ogni persona incontrata sul cammino.

Valori che lo rendono estremamente attuale, contemporaneo, vivo: un vescovo dei nostri giorni, appunto, come recita opportunamente il sottotitolo del documentario. Un uomo del nostro tempo, sempre attraverso il Vangelo e il rapporto con Dio. Punto di partenza per costruire quello col mondo.

Parlano il fratello, la sorella, i nipoti, gli amici, le persone della comunità di Alessano, quelle di Molfetta, oltre al presidente della fondazione don Tonino Bello, Giancarlo Piccinni: tutti compositori di un ritratto sincero e appassionato sulla continua relazione tra vita personale e spirituale del sacerdote pugliese.

Questo racconto svela il lavoro quotidiano di don Tonino Bello, quel particolare continuo, quel lavoro, gesto dopo gesto, che forma la sua opera così capace di lasciare un segno profondo, una lezione più che mai utile oggi.

C’è la marcia per la pace a Sarajevo, nel paziente accumulo di contenuti preziosi messo in piedi dagli autori. C’è l’intervento pacifista di don Tonino nella trasmissione Samarcanda. C’è la sua cura dei migranti e dei più sfortunati, la sua capacità di incarnare il Vangelo in quella ferialità alla quale questo corposo e unico documento è molto attenta.

Ci sono le sintesi di don Tonino, i suoi luoghi, la sua vitalità, la sua capacità di parlare per immagini chiare: quella del «grembiule» per la Chiesa e del pane spezzato in tre parti per la Trinità. C’è il suo vivere dentro le ferite del Novecento, il modo in cui ha interpretato il suo ruolo nella Chiesa, la sua malattia, quando è sopraggiunta. C’è il suo amore per il mare e per il nuoto, vissuti come strumenti per costruire umanità attraverso Dio. «Trasformava la competizione in aggregazione», dice una delle numerose testimonianze di don Tonino Bello, il vescovo dei nostri giorni.

Riproduzione riservata ©

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