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In profondità > personaggi

Jean-Claude Hollerich diventa cardinale

di Fabio Di Nunno

- Fonte: Città Nuova

Fabio Di Nunno, autore di Città Nuova

L’arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece riceverà la berretta cardinalizia durante il Concistoro del 5 ottobre 2019, alla vigilia del Sinodo sull’Amazzonia

Mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Commissione delle conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece) dal 2018, che riunisce le varie conferenze dei vescovi europei, riceverà la berretta cardinalizia durante il Concistoro del 5 ottobre 2019, alla vigilia del Sinodo sull’Amazzonia.

Mons. Hollerich, 61 anni, si è impegnato per il bene comune in Europa e nel mondo, dedicandosi a questioni chiave come la gioventù, la migrazione e l’asilo, il clima. La sua nomina può anche essere vista come un riconoscimento dell’importante ruolo svolto dalla Comece a livello dell’Unione Europea (Ue) e all’interno della Chiesa. L’Ue è un esempio di pace per il mondo e che molti dei valori posti a suo fondamento, come il bene comune, la giustizia e la solidarietà, sono anche valori di cui è intrisa la dottrina sociale della Chiesa.

Intervistato da Vatican News subito dopo la pubblicazione della notizia, mons. Hollerich ha dichiarato: «Spero di poter sempre ascoltare il Vangelo […], e come cardinale essere davvero al servizio del papa, della Chiesa e di tutti i donne e uomini che costituiscono la Chiesa di Dio».

Intervistato da Sir, mons. Hollerich ha dichiarato che «il populismo è il contrario di ciò che è europeo. Perché ricrea artificialmente una identità e la scaglia contro gli altri. Ma l’identità cambia in continuazione. Non è mai fissa. Inoltre, anche come europei, noi apparteniamo a una realtà composta in cui coesistono tanti gruppi con tante identità. Se tutto questo viene ignorato e negato, fa male».

Ancora, secondo p. Manuel Barrios Prieto, nuovo segretario generale della Comece, i vescovi europei stanno lavorando per porre la dignità umana in primo piano nelle decisioni politiche a Bruxelles. Infatti, la Comece è impegnata in un dialogo con la Commissione Europea sul contributo delle religioni al futuro dell’Europa, con particolare riferimento alle sfide dell’Ue, ma anche nel sostenere la partecipazione dei cittadini alla costruzione della comune casa europea, come in occasione dell’appello al voto alle elezioni europee o nel sollecitare più spazio per i giovani in Europa.

La Chiesa è dunque impegnata a «cercare di aiutare il progetto europeo e aiutare le istituzioni dell’Ue a proseguire» sulla strada dell’integrazione europea, sostenendo che ci sia speranza nel futuro dell’Europa, ma riconoscendo che «forse abbiamo bisogno di una nuova narrativa della speranza». Migrazione, ecologia e disoccupazione giovanile: ecco alcune questioni sulle quali la Comece è molto attiva a livello europeo.

In particolare, parte della missione della Chiesa è promuovere la dignità di ogni persona umana e, considerando che i leader europei prendono decisioni politiche in merito alla questione  migratoria, la Chiesa non manca di far sentire la sua voce in difesa di «quelle persone che stanno arrivando ai nostri confini per chiedere aiuto», sostenendo la «necessità di accogliere con generosità e di essere in grado di integrare e dare un futuro» ai migranti e ai rifugiati.

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