Vocazione medico

Tra i 70 mila medici specialisti in quell’angolo di terra dove gli Stati di New York, New Jersey e Connecticut si incrociano, ogni anno duecento dottori, scelti dai loro colleghi, ricevono uno speciale riconoscimento per il loro lavoro. Tra questi varie volte negli ultimi dieci anni è stata compresa Jenny Cam endocrinologa, specialista in diabete e metabolismo. Attraverso laboratori, convegni e corsi educativi, Jenny Cam è stata in prima linea nella prevenzione e nella cura del diabete, coinvolgendo nel progetto altri medici, infermieri e personale del settore sanitario. Ma è stato due anni fa, dopo un intervento di Chiara Lubich, che Jenny ha sentito una chiamata ancora più specifica, e cioè quella di impegnarsi più a fondo nel campo sociale. Il 26 febbraio 2007, poi, Chiara fece arrivare alle persone dei Focolari impegnate nel sociale un suo personale incoraggiamento, suggerendo loro come motto una frase presa dalla Lettera di san Paolo ai galati: E non stanchiamoci nel fare il bene (Gal 6, 9): perché se non ci scoraggiamo – aggiunge la Lubich – nella stagione appropriata raccoglieremo i frutti. Con l’aiuto del sindaco di Jersey City, Jerramiah T. Healy e di altri volenterosi della città, Jenny è riuscita a promuovere al largo questo progetto, organizzando cinque giornate della salute aperte al pubblico. Se la medicina e la tutela della salute hanno come base l’amore – dice Jenny – allora si può arrivare al un dialogo e persino alla comunione e alla reciprocità, avendo sempre in mente come scopo ultimo la fratellanza universale. Anche in medicina, anche nel campo del diabete. In effetti Gesù ci invita alla reciprocità dell’amore, quello che ci fa scoprire chi è l’altro. L’altro è un dono per me e io per l’altro. Per cui, il vivere insieme nei rapporti sociali, trova la sua pienezza nella comunione. Ma questi rapporti sociali si possono mettere in relazione in una società complessa e globale? E qui sta la sfida, la provocazione direi, e il traguardo che oggi dobbiamo raggiungere -, afferma convinta Jenny, lei che pur così timida e schiva ha trovato il coraggio di andare al di là dei suoi limiti personali per buttarsi a capofitto nell’impegno civile. Ma è questa sua determinazione ad attirare il riconoscimento di tanti che lei, scherzando, definisce un miracolo dell’amore di Dio. Jenny è convinta che i colleghi la stimino perché la spiritualità dell’unità la spinge ad essere aperta a tutti, senza discriminazione. E ad inventare sempre nuovi fronti, come offrire la sua competenza nel campo della prevenzione e cura del diabete in comunità particolarmente svantaggiate, come quelle prese di mira nel progetto Bukas Palad, nelle Filippine.

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