Vecchia Italia

Quelli che ci vengono proposti sono sempre più spesso programmi vecchi, almeno quanto chi li conduce e li guarda.
Anziani
L’Italia non è un Paese per giovani. E per averne conferma basta accendere la tv. È ormai una tendenza. Quelli che ci vengono proposti sono sempre più spesso programmi vecchi, almeno quanto chi li conduce e li guarda. Nulla contro gli anziani, per carità. Ma sono loro, gli italiani con i capelli bianchi, ad essere i nuovi protagonisti e i più fedeli telespettatori dei palinsesti, al punto che quella appena andata in soffitta potrà forse essere ricordata come la stagione tv della terza età.

Nelle sere d’estate, a tenere compagnia a quasi cinque milioni di italiani ci sono le “velone”, attempate signore in età da pensione, pronte a fare il verso alle “veline”, le reginette dello stacchetto sexy, sulla scrivania di Striscia. E mentre Sandra Milo passava il suo tempo da naufraga sull’Isola dei famosi, per l’intero inverno il programma di cui si è più discusso è stata la versione senior di Uomini e donne, lo show condotto dalla De Filippi in cui, al posto di aitanti tronisti e ragazze da calendario, c’erano nonni rubacuori e arzille vecchiette a caccia dell’anima gemella. Un gioco seduttivo in tarda età che non mancava anche di avere momenti di tenerezza, di nostalgico ritorno al passato, ai tempi in cui i valori erano più genuini. Per alcuni, una trasmissione che ridava cittadinanza televisiva a un pezzo di società poco considerato. Ma che alla fine lasciava in bocca un retrogusto amaro, l’impressione di uno spettacolo triste, la ripetizione in tono dimesso dell’altro, quello per i giovani, tutto muscoli e curve. Ne abbiamo già parlato su queste colonne.

«Hanno scoperto improvvisamente che gli ospizi sono pieni di persone desiderose di andare in televisione – spiega brutalmente il critico tv Gianluca Nicoletti – e tutti ne attingono a piene mani». Sarà pure un segno dei tempi, ma forse non il più positivo. Perché valorizzare gli anziani è un conto. Della loro saggezza, dell’esempio, dell’esperienza, tutti abbiamo bisogno. Della loro caricatura tv invece, possiamo fare tranquillamente a meno. Anche perché da protagonisti dei meccanismi tv, rischiano di finire vittime in nome dell’audience.

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