Un patrimonio unico

Le iniziative per raccogliere, valorizzare e trasmettere alle future generazioni la "novità" della fondatrice dei Focolari.
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Sempre più, dopo la partenza di Chiara per il Cielo, ci siamo resi conto dell’enorme, speciale patrimonio che la fondatrice dei Focolari ha lasciato ad ogni latitudine. Patrimonio spirituale, naturalmente, ma anche storico, ricco di eventi e di documenti originali, esclusivi, di ogni genere.

 

Il primo, forte desiderio è stato quello di raccoglierlo, ordinarlo, catalogarlo per trasmettere agli studiosi, ai teologi, agli storici, agli specialisti, ai discepoli delle prossime generazioni, e perfino ai curiosi, la straordinaria scia di luce, di sapienza e di novità, che nell’arco di 88 anni Chiara ha lasciato nella diversità delle culture e dei popoli, fissata in discorsi, scritti, libri, audiovisivi, foto…

 

Poi hanno cominciato ad arrivare al Centro dei Focolari – alla presidente Maria Voce e ad Eli Folonari, la focolarina che ha vissuto per lunghi anni accanto a Chiara – lettere e messaggi, telefonate; sono venuti di persona, membri del movimento e no, per offrire con generoso entusiasmo le proprie conoscenze e specializzazioni ben aggiornate in ogni utile disciplina: in biblioteconomia, archivistica, informatica; in tecniche della catalogazione, ma anche della conservazione e diffusione di documenti; in economia. Tanti hanno quasi scoperto, con gioia, il “perché” dei propri studi, dei corsi di perfezionamento frequentati.

Si è aperto via via un orizzonte sempre più affascinante. Ci è riaffiorato alla mente ciò che Chiara tornava a dirci ogni tanto: nell’ambito del movimento tre realtà sarebbero rimaste sempre vive: lo studio approfondito dell’esperienza illuminante dell’estate del ’49; gli statuti; l’archivio (e il termine aveva in lei un senso amplissimo, vitale).

 

Così si è andata precisando l’idea di un centro intitolato a Chiara Lubich che raccogliesse la vastità del “materiale”. Passare dall’idea ai fatti è stato rapido e facile: sono “emerse” le persone adatte ad esserne responsabili (la presidenza è stata attribuita a Eli Folonari, coadiuvata da Silvana Veronesi e Marco Tecilla) ma anche gli “operatori”, ogni figura col suo dono specifico tra le mani. E si è giunti a mettere a fuoco, semplicemente, l’identità del centro, ad individuarne i settori specifici, a farli subito partire.

 

Incoraggiati dalle prime mete raggiunte, si è voluta allargare la notizia negli incontri locali, nazionali e internazionali. Eco fattiva, che ha colto di sorpresa, sono state le piccole o meno piccole donazioni per rendere possibile il cammino del centro. Sempre la risposta economica è segno concreto di immediata adesione; esprime bene la voglia di partecipazione.

E già c’è un primo lavoro curato dal Centro Chiara Lubich, appena edito da Città Nuova: Chiara semplicemente, un libro di foto che ritmano gli 88 anni della fondatrice. Per lo più sono foto inedite che la rendono vicina, perché senza il diaframma di microfoni, telecamere, palchi. La colgono negli atteggiamenti spontanei, di ogni ora, nella semplice profondità dei rapporti. E le didascalie alle foto ci fanno spesso partecipi dell’intimità dei suoi pensieri, dei moti del suo animo.

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