Il governo ugandese ha stanziato 50 miliardi di scellini ugandesi, pari a circa 13,5 milioni di dollari, per mitigare le conseguenze delle condizioni meteorologiche estreme che hanno colpito la regione di Karamoja, nel nordest dell’Uganda.
Questo intervento fa seguito alla crescente preoccupazione per la situazione umanitaria nella regione, dove una prolungata siccità ha devastato i raccolti e gettato migliaia di famiglie nell’insicurezza alimentare.
Oltre 9.400 tonnellate di aiuti alimentari saranno distribuiti nei prossimi due mesi agli abitanti di quest’area colpita da una prolungata siccità, con conseguenze drammatiche: decessi, riduzione dei raccolti, maggiore pressione sulle risorse idriche e aumento dei casi di malnutrizione e malattie trasmesse dall’acqua. Il governo prevede di fornire farina di mais e fagioli secchi ad oltre 313 mila famiglie in 480 parrocchie nei 9 distretti di Karamoja. In occasione del lancio di questo piano di emergenza, la premier Robinah Nabbanja ha dichiarato che, nell’ambito di questo programma, il governo distribuirà 9 milioni di chilogrammi di cibo nei prossimi due mesi alle famiglie vulnerabili in tutti i 9 distretti del Karamoja.
Robinah Nabbanja ha spiegato che il cibo verrà consegnato direttamente alle parrocchie anziché ai sottodistretti, al fine di ridurre i problemi di trasporto e garantire una distribuzione più rapida ai beneficiari. «Tutti i funzionari distrettuali del Karamoja devono assumersi la responsabilità e garantire che gli aiuti alimentari raggiungano i più vulnerabili», ha affermato.
Nel distretto di Moroto, la vicepresidente Stéphane Adupa Namer ha accolto con favore l’intervento del governo, ma ha avvertito che la distribuzione alimentare prevista fornirà solo un sollievo temporaneo a causa delle grandi dimensioni delle famiglie nel Karamoja. «La quantità stanziata non sarà sufficiente per una settimana, viste le dimensioni delle famiglie nel Karamoja. Alcuni uomini hanno 4 o più mogli e molti familiari a carico. In questi casi, il cibo basterà solo per 3 giorni», ha spiegato. Al fine di limitare l’impatto di questa crisi climatica, il governo invita la popolazione ad adottare misure preventive, tra le quali il risparmio idrico, l’utilizzo di sistemi di irrigazione laddove possibile e una gestione oculata delle riserve alimentari disponibili.
Il ministro dell’Informatica, delle Comunicazioni e dell’Orientamento Nazionale, Chris Baryomunsi ha spiegato che le previsioni climatiche per luglio 2026 indicano temperature superiori alla media stagionale. Attribuisce questa situazione all’influenza del fenomeno El Niño, che attualmente sta modificando direttamente le condizioni meteorologiche nelle regioni equatoriali, centrali e orientali dell’Oceano Pacifico.
In Africa, i Paesi considerati più a rischio, per l’estendersi del fenomeno, sono Camerun, Etiopia, Kenya, Madagascar, Malawi, Mozambico, Nigeria, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Uganda e Zimbabwe.
