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Mondo > Notizie dall'Africa

Niger: sventato un tentativo di colpo di Stato

di Armand Djoualeu

- Fonte: Città Nuova

L’esercito nigerino ha ripreso il controllo del Paese dopo un ammutinamento organizzato da un gruppo di militari sabato 29 agosto. Le autorità affermano di aver sventato un tentativo di colpo di Stato con il supporto dei loro alleati russi dell’Afrika Korps

Veduta notturna di Nyamey, capitale del Niger (ph Wikipedia/Roland)

Soldati “lealisti” e membri della guardia presidenziale sono riusciti a riconquistare, con l’assistenza russa, un’importante base militare a Niamey. La capitale era stata teatro di intensi combattimenti dalla notte tra venerdì 28 e sabato 29 agosto.

Decine di ammutinati sono stati uccisi o arrestati in quella che è stata considerata dal governo una grave minaccia, secondo un rapporto trasmesso dalla televisione di Stato e da alcuni analisti.

Un gruppo di giovani soldati, principalmente delle forze speciali secondo alcune fonti, ha orchestrato i disordini nella capitale. Si tratta delle stesse unità incaricate di combattere i jihadisti dello Stato Islamico e del Gruppo per il Supporto dell’Islam e dei Musulmani (Jnim). Negli ultimi mesi, queste unità avrebbero espresso in diverse occasioni la loro frustrazione per le perdite subite dall’esercito nella guerra contro i gruppi jihadisti. I soldati, la maggior parte dei quali provenienti dalle regioni di Tillabéri e Dosso, non hanno tuttavia reso note le loro richieste.

Si dice che le forze russe abbiano fornito supporto aereo e terrestre alle forze locali nella lotta contro la ribellione. «La guardia presidenziale ha ripreso il controllo della base aerea con l’aiuto russo. Ci sono diversi morti tra gli ammutinati», ha indicato una fonte diplomatica a Niamey.

Consapevole delle implicazioni per la sicurezza nella regione, anche l’Algeria ha risposto agli appelli di Niamey. Si tratta di un evento molto raro, poiché l’esercito algerino non interviene mai al di fuori del proprio territorio nazionale. Il 29 agosto, il Ministero degli Affari Esteri algerino ha ribadito in una dichiarazione la sua “ferma condanna di tali azioni”.

«Subito dopo l’annuncio del tentato colpo di stato in Niger, l’esercito algerino ha schierato 4 cacciabombardieri Sukhoi Su-30, un grande aereo da trasporto truppe e un aereo cisterna per il rifornimento in volo. Si tratta di una vera e propria unità di combattimento aereo, con il suo personale e le sue munizioni», ha spiegato un commentatore di un’emittente televisiva occidentale. Il presidente algerino si è congratulato con il presidente nigerino, indicato come “fratello”, per «gli sforzi che hanno sventato un tentativo di destabilizzare il Niger»: così un comunicato stampa si è espressa la Presidenza della Repubblica algerina. «I due presidenti hanno anche discusso dello stato di avanzamento dei progetti congiunti concordati durante la recente visita del presidente Abdourahamane Tiani in Algeria, che rappresentano un potente motore di sviluppo per il Niger, un Paese fratello», conclude il comunicato.

L’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes), che comprende Burkina Faso, Niger e Mali, ha dichiarato in un comunicato stampa di essere stata «tradita da un gruppo di soldati coinvolti in un’operazione di destabilizzazione», che sarebbe stata infine contenuta e sventata grazie al «coraggio delle forze repubblicane lealiste». Attraverso la televisione di Stato e dichiarazioni ufficiali, il governo del presidente di transizione Abdourahamane Tiani presenta questo tentativo come un’operazione di destabilizzazione sostenuta dall’estero, sullo sfondo di una profonda spaccatura tra Niger e Francia.

A seguito di due attentati mortali attribuiti all’Isis contro l’aeroporto di Niamey, a gennaio e giugno, Abdourahamane Tiani aveva già accusato la Francia e Emmanuel Macron di finanziare, armare, sostenere e addestrare gruppi terroristici nel vicino Benin, in campi legati ai servizi segreti francesi. Il controllo delle risorse di uranio è un punto cruciale di contesa nella frattura con la Francia. Il Niger si è impegnato a riprendere il controllo delle attività del gruppo francese Orano, in particolare presso il sito di Imouraren e la miniera di Somair, nel nord del paese. Le autorità nigerine sottolineano l’importanza storica della compagnia franco-nigerina Cominak per la fornitura di uranio alle centrali nucleari francesi.

L’Africa è ora oggetto di grande avidità da parte di diverse potenze occidentali, arabe e persino asiatiche. È il continente più vicino all’Europa e la Francia, estromessa da quella che considera la sua “sfera d’influenza”, ha minacciato di destabilizzare i Paesi dell’Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale (Uemoa). Destabilizzare i Paesi africani è facile per molte ragioni: confini vasti e talvolta indefiniti, la prospettiva di profitto per diversi leader… Sono in gioco la Turchia, Israele, gli stati del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar, l’Ucraina… Gli interessi economici sono molteplici. Ma c’è anche il timore, per la Francia e l’Europa, di essere presto messe da parte quando l’Africa dovesse raggiungere una vera indipendenza economica.

Riproduzione riservata ©

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