La Cina sta cercando di rafforzare la propria influenza monetaria in Africa. La valuta cinese viene sempre più utilizzata dai Paesi africani per pagare le importazioni, rimborsare i prestiti o riscuotere determinate entrate governative.
Pechino è il principale partner commerciale dell’Africa e desidera che le transazioni tra le due parti vengano regolate direttamente nella sua valuta, senza utilizzare sistematicamente il dollaro.
L’Impero di Mezzo cerca quindi di convertire il proprio peso commerciale nel continente in influenza monetaria, riducendo al contempo il ruolo del dollaro nel commercio internazionale.
La recente eliminazione dei dazi doganali per la maggior parte dei Paesi africani rafforza questa tendenza e aumenta la presenza della valuta cinese.
In Zambia, le compagnie minerarie cinesi possono ora pagare tasse e royalties in yuan. In Kenya, parte del debito contratto per finanziare la linea ferroviaria che collega Nairobi a Mombasa è stato convertito dal dollaro alla valuta cinese.
Angola, una delle principali banche commerciali, si sta preparando ad aderire al Cips, il sistema di pagamenti transfrontalieri sviluppato da Pechino.
Il crescente afflusso di merci africane nei porti cinesi sta alimentando la necessità di conversione tra le valute locali e lo yuan.
L’influenza finanziaria della Cina si manifesta anche nella creazione di nuovi meccanismi di regolamento. Ecobank e la Bank of China stanno lavorando a soluzioni che consentano scambi diretti tra lo yuan e diverse valute africane.
Da parte sua, Standard Bank permette già pagamenti in yuan in 19 Paesi africani.
Se da un lato l’uso dello yuan può ridurre l’esposizione alle fluttuazioni del dollaro per i Paesi africani e facilitare alcuni pagamenti con la Cina, dall’altro può anche aumentarne la dipendenza, soprattutto quando la valuta cinese viene utilizzata per il rimborso del debito o per il pagamento dei ricavi derivanti dalle attività minerarie. Però, la valuta cinese non è fino ad oggi liberamente convertibile e non è ancora in grado di spodestare il dollaro statunitense. Inoltre, rappresenta ancora una quota esigua dei pagamenti internazionali rispetto al dollaro.
Sviluppando pagamenti in yuan, tuttavia, la Cina cerca di modificare gradualmente le pratiche finanziarie nei Paesi in cui la sua influenza commerciale, industriale e infrastrutturale è già significativa.
La Cina rimane una potenza monetaria “nana”, ma i suoi alleati nel Sud del mondo e il suo peso economico nel continente africano potrebbero aiutarla a rafforzare la propria valuta e a diventare meno dipendente dal dollaro.
Sebbene gli istituti finanziari registrino una crescita costante delle transazioni in yuan, ritengono che la valuta cinese sia complementare al dollaro, piuttosto che in diretta concorrenza con esso, come principale valuta di riserva mondiale.
