Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > In punta di penna

Trasporti mutanti e diritto allo spostamento

di Michele Zanzucchi

- Fonte: Città Nuova

Michele Zanzucchi, autore di Città Nuova

Nella lista degli ambiti della convivenza umana più gettonati, ci sono i mezzi di comunicazione (quelli di spostamento). Perché?

ph Pexels

Ormai i mezzi di comunicazione nel comune sentire sono i mezzi di informazione, anche se in origine i mezzi di comunicazione erano quelle macchine create dagli umani che permettevano loro di spostarsi da un punto all’altro del globo: aerei, treni, automobili, biciclette, monopattini e così via. Nella società ormai digitalizzata e globalizzata, i mezzi di comunicazione e spostamento – i mezzi di trasporto – hanno acquisito una loro centralità indiscussa nelle nostre esistenze. Per questo, tutto ciò che ha a che fare con la mobilità raggiunge il culmine dell’interesse, soprattutto nei social.

In questi giorni si parla dell’arrivo in carcere dell’ex Ad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per la strage di Viareggio che il 29 giugno 2009 fece 32 morti; ma si legge pure dell’attacco hacker contro il sistema informatico delle stesse FFSS (coincidenza?), che ha rubato non poche identità digitali dei clienti della società. Ancora, per rimanere in campo ferroviario, c’è da segnalare il blackout di tre ore che nei giorni scorsi ha colpito le celebri DB, Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche, per un sistema di comunicazioni interno che si basa ancora su tecnologie di 20 anni fa.

A proposito dei trasporti aerei, si assiste alla lite tra il Ceo di Ryanair e Aeroporti d Roma, per questioni relative ai costi degli slot, cioè dei punti di approdo degli aerei nei due scali della capitale. Ma si scrive pure della brasiliana Embraer, che insidia nel commercio dei vettori di corto raggio Boeing e Airbus, i due colossi del trasporto aereo, o della grande compagnia Delta che non vuole mandare in pensione i suoi Boeing 757, aerei usciti di produzione più di vent’anni addietro, un’era geologica fa, in campo di tecnologie dei trasporti.

In campo automobilistico, va registrata la crisi della Volkswagen, che ha annunciato la bellezza (anzi la bruttezza) di centomila esuberi nei prossimi anni. E, se volete, aggiungiamo pure i natanti, e l’attacco presunto a una petroliera da parte degli iraniani che starebbe rallentando il traffico attraverso lo stretto di Hormuz.

Insomma, nell’orizzonte di noi umani del XXI secolo i mezzi di trasporto ci interessano in tutte le loro sfumature possibili, perché gli spostamenti fisici sono parte integrante della nostra vita quotidiana. Quando il geniale teorico ante litteram della rivoluzione digitale, ancora negli anni ’50 del secolo scorso, Marshall McLuhan, affermava che «il mezzo è il messaggio», aveva capito che le società industrializzate avrebbero messo al centro dei loro interessi le comunicazione, non solo i mezzi di informazione (il che forse appare più evidente), ma anche quelli di trasporto.

D’altronde, uno dei diritti basilari delle nostre democrazie è proprio quello del libero spostamento; conferma a contrario ne sia il fatto che nelle dittature uno dei primi diritti che viene soppresso, assieme a quelli di libertà religiosa, è quello del libero spostamento in un dato territorio o all’estero, del diritto di abitare, lavorare e divertirsi dove meglio aggrada. Non riusciamo più nemmeno a immaginare una società senza il diritto di spostarci: durante il confinamento da Covid, abbiamo patito in modo forse più doloroso il divieto di movimento, più ancora del diritto di acquistare o di lavorare in modalità presenziale.

Che la vita sia un viaggio è un dato acquisito anche per gli stanziali più decisi: si viaggia comunque con la mente se non si viaggia con il corpo. La modernità ha trasformato questa convinzione in un elemento “ontologico”, che cioè riguarda il nostro stesso essere. E in ciò raggiungiamo la convinzione presente nelle scritture giudeo-cristiane, e a ben guardare anche in quelle musulmane. E allora, buon viaggio in quest’estate rovente!

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876