Scatolissima

Vicino ai cassonetti dei rifiuti alcuni bambini giocano alla guerra con tutte le scatole buttate dopo Natale.
llustrazione di Eleonora Moretti
Vicino ai cassonetti dei rifiuti alcuni bambini giocano alla guerra con tutte le scatole buttate dopo Natale. Scatole scintillanti e colorate, piccole e grandi, resistenti o fragili in mezzo a tanti nastrini. Alle voci dei bambini se ne aggiungono tante altre che arrivano dalle scatole. «Non trattarmi male!»; «Non buttarmi tra i rifiuti. Io, anche se piccolina, sono importante!»; «Non fare di me lo scudo!»; «Non darmi calci. Io portavo una pelliccia pregiata»; «Non mi strappare!»; «Io portavo il trenino più lungo del mondo»; «Io sì che sono la più affascinante, contenevo le parrucche della donna più bella della città!».

 

Quando arriva Gerlando per caricarle sul camion dei rifiuti, ascolta per un po’: «Brave, siete veramente importanti. E siete così belle che è il momento di fare un concorso di bellezza: stanotte eleggeremo Scatolissima. Bambini mettiamoci al lavoro». Telefona al sindaco che nel giro di pochi minuti fa arrivare la banda musicale, l’esercito e tante fiaccole.

La gente è già raccolta attorno al coloratissimo palco al centro della piazza. Calù, uno dei bambini, presenta la serata. La gente grida: «Buttatele! Non servono!» e le scatole per la rabbia diventano verdi. Il presentatore spiega che le scatola avevano portato cose di grande valore, giocattoli, pellicce.

 

«Sì, ma ora sono vuote. Ora sono inutili!» e le scatole tutte rosse di vergogna e piangendo si stringono l’una all’altra. Calù grida: «Ma guarda, quelle cose inutili insieme stanno componendo una cosa bella, un castello!».

I bambini si vanno subito a nascondere dentro il castello. Il generale dell’esercito suggerisce qualcosa all’orecchio del sindaco che, salito sul palco, comincia: «Bla, bla, bla… Ora il castello rimarrà sempre al centro della piazza per i nostri bambini!». Gli applausi arrivano fino a svegliare le stelle che, commosse nel vedere tanta gioia in città, fanno cadere una polvere lucente che copre il castello e rende più vivo il colore di ogni scatola. Ma ormai nessuna vuole essere la più bella.

 

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