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Nuova Umanità N. 250 (2024/02)

Dialop

Nuova Umanità n. 250 approfondisce il dialogo tra marxisti e cristiani attraverso le figure di Klaus Hemmerle e Igino Giordani. Con contributi di Franz Kronreif e Walter Baier, il numero esplora nuove vie per la giustizia sociale e il bene comune, integrando il magistero di papa Francesco e il carisma di Chiara Lubich.

Copertina rivista Nuova Umanità numero 250 (Città Nuova).
Copertina rivista Nuova Umanità numero 250 (Città Nuova).

L’editoriale di Alberto Lo Presti apre il numero 250 della rivista Nuova Umanità, edita da Città Nuova, proponendo una riflessione sul valore del dialogo come architettura di pace in un tempo di frammentazione. L’autore analizza come l’incontro tra visioni del mondo diverse non debba essere una semplice negoziazione, ma una ricerca comune di verità che interpella l’identità profonda dei soggetti coinvolti. Attraverso una narrazione fluida, il testo sottolinea l’urgenza di ricostruire ponti culturali capaci di resistere alla logica dello scontro, suggerendo che la sapienza del carisma dell’unità offra strumenti preziosi per abitare le tensioni della storia contemporanea con speranza e intelligenza critica.

Il cuore di Nuova Umanità n. 250 è rappresentato dal “Focus” intitolato “Marxisti e cristiani in dialogo”, una sezione che esplora le frontiere di un confronto storico oggi rinnovato dalla necessità di risposte collettive alle crisi globali. Franz Kronreif e Vincenzo Rosito analizzano le basi di questa interlocuzione, mentre Walter Baier offre una prospettiva sul superamento delle vecchie contrapposizioni ideologiche. Il dibattito si arricchisce con la figura di Klaus Hemmerle, di cui viene approfondito il pensiero sulla dignità umana e la giustizia sociale, delineando un orizzonte dove la cura del bene comune diventa il terreno d’incontro tra l’impegno cristiano e la critica marxista.

Nella rubrica “Punti cardinali”, il fascicolo allarga la riflessione alla dimensione sociologica e filosofica con contributi di Gennaro Iorio sulle nuove forme di cittadinanza attiva e di Adriana Cosseddu sul rapporto tra etica e ordinamenti giuridici. Anche in queste analisi risuona l’appello di papa Francesco a considerare il dialogo sociale come uno strumento indispensabile per un’ecologia integrale. Le pagine esplorano come la cultura della relazione possa trasformare le istituzioni, promuovendo una partecipazione che non sia solo formale ma sostanziale, capace di dare voce alle periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo attraverso una prassi di fraternità vissuta.

Il fascicolo termina nella sezione “Alla fonte del carisma dell’unità” con un’indagine di Lucia Abignente e Stefan Tobler sulla mistica trinitaria di Chiara Lubich applicata alla vita sociale. La narrazione prosegue con la memoria di Igino Giordani, indicato come pioniere di un dialogo che sa farsi politica e testimonianza. Attraverso le consuete rubriche “In biblioteca” e “Murales”, la rivista offre infine spunti di aggiornamento sui temi della pace e dell’umanesimo integrale. Leggere questo numero significa riscoprire che il dialogo tra cristiani e marxisti non è un retaggio del passato, ma una sfida attuale per costruire una società più giusta, dove la diversità dei percorsi converge verso l’unità della famiglia umana.

Buona lettura!

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