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Nuova Umanità N. 248 (2023/02)

Città

Nuova Umanità n. 248 propone il paradigma delle “Care Cities”, analizzando come l’urbanistica e le relazioni sociali possano rigenerare il tessuto cittadino. Attraverso i contributi di esperti come Gennaro Iorio e Elena Di Taranto, il fascicolo declina il carisma di Chiara Lubich e il magistero di papa Francesco in modelli di gestione urbana fondati sulla cura, l’inclusione e la responsabilità verso le generazioni future.

Copertina rivista Nuova Umanità numero 248 (Città Nuova).
Copertina rivista Nuova Umanità numero 248 (Città Nuova).

L’editoriale di Alberto Lo Presti per il numero 248 della rivista Nuova Umanità, edita da Città Nuova, introduce il tema delle “Care Cities”, proponendo una visione della città non solo come spazio fisico o centro di funzioni economiche, ma come un organismo vivente fondato sulle relazioni di cura. In un mondo sempre più urbanizzato e spesso alienante, l’autore invita a riscoprire la dimensione della prossimità e della solidarietà, dove l’architettura e l’urbanistica si pongono al servizio della dignità umana. Il testo suggerisce che la sfida per le città del futuro sia quella di diventare “città che si prendono cura”: dei soggetti più fragili, dell’ambiente circostante e della memoria storica, trasformando i non-luoghi in spazi di partecipazione e di autentica fraternità civile.

Il “Focus” centrale del fascicolo, intitolato “‘Care Cities’: città che si prendono cura delle persone, della natura, del futuro”, approfondisce questa prospettiva attraverso una pluralità di sguardi. Mariola Teresa Kozubek e Enrica Pili esplorano le fondamenta pedagogiche e filosofiche dell’abitare, mentre Gennaro Iorio e Vittorio Pelligra analizzano le implicazioni sociologiche ed economiche della rigenerazione urbana. I contributi tecnici di architetti e urbanisti come Elena Di Taranto e Italo Parisi mostrano come il design urbano possa favorire l’incontro e la sostenibilità, delineando percorsi concreti per trasformare le metropoli in ecosistemi di pace e di benessere condiviso.

Nella rubrica “Punti cardinali”, il numero amplia l’orizzonte verso il rapporto tra fede, cultura e società. Piero Coda riflette sull’ontologia della relazione nel pensiero cristiano contemporaneo, mentre Adriana Cosseddu affronta il tema della giustizia riparativa come strumento di riconciliazione sociale. Un particolare rilievo viene dato al magistero di papa Francesco, citato per la sua visione della “città inclusiva” che non esclude nessuno dalle periferie dell’esistenza. Questi saggi offrono una chiave di lettura interdisciplinare per comprendere come la cultura dell’unità possa informare le politiche pubbliche, l’impegno civico e la custodia del creato, promuovendo una cittadinanza attiva e consapevole delle sfide globali.

La sezione “Alla fonte del carisma dell’unità” chiude il volume con un approfondimento di Lucia Abignente e Stefan Tobler sul dialogo tra Chiara Lubich e le nuove generazioni. Attraverso la rilettura di discorsi e scritti inediti, emerge il profilo di una “profezia per la città” che vede nei giovani i protagonisti del cambiamento sociale. Le rubriche finali “In biblioteca” e “Murales” segnalano testi e progetti innovativi nel campo dell’ecologia sociale e dell’umanesimo urbano. Leggere questo numero significa scoprire che la città può tornare ad essere il luogo della speranza, dove la “cura” diventa il lievito per edificare una convivenza umana più giusta, bella e solidale.

Buona lettura!

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