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Nuova Umanità N. 234 (2019/02)

Il Paradiso ’49: protagonisti e interpreti

Nuova Umanità n. 234 esplora il Paradiso ’49 con testi di Chiara Lubich, Igino Giordani e Pasquale Foresi. Il numero affronta la critica alla meritocrazia di Luigino Bruni e analizza la Dichiarazione di Abu Dhabi con papa Francesco, offrendo una sintesi tra mistica, cultura e fraternità universale per interpretare il mondo contemporaneo.

Copertina rivista Nuova Umanità numero 234 (Città Nuova).
Copertina rivista Nuova Umanità numero 234 (Città Nuova).

L’editoriale di Luigino Bruni apre questo fascicolo con una riflessione sferzante sulla meritocrazia, analizzata come una forma di moralizzazione della diseguaglianza. In un mondo che usa il merito per giustificare le distanze sociali, l’autore invita a riscoprire il valore della gratuità e della dignità intrinseca di ogni persona, al di là delle sue performance economiche o professionali. Nel numero 234 della rivista Nuova Umanità, edita da Città Nuova, questa critica sociale si pone come premessa necessaria per accogliere la logica del dono, che è il cuore dell’esperienza carismatica dell’unità. Attraverso un’analisi fluida e coinvolgente, Bruni ci sprona a decostruire i falsi miti dell’efficienza contemporanea per ricostruire una comunità fondata sulla reciprocità e sul riconoscimento dell’altro, offrendo una chiave di lettura indispensabile per abitare le contraddizioni del nostro tempo con spirito profetico e responsabilità civile verso i più vulnerabili.

Il “Focus” centrale di Nuova Umanità n. 234 è un viaggio straordinario tra mistica e storia intitolato “Il Paradiso ’49: protagonisti e interpreti”. Introdotto da Alberto Lo Presti, il cuore della sezione ospita una narrazione di Chiara Lubich scritta vent’anni dopo quell’esperienza fondante, affiancata dalle riflessioni di Igino Giordani sulla pazzia dell’amore. I contributi di Pasquale Foresi e Klaus Hemmerle approfondiscono il disegno divino e la dimora trinitaria, mentre Michele Cerini e Giuseppe Maria Zanghí mettono in luce il nesso tra mistica, cultura e teologia dell’unità. La sezione si completa con la prospettiva di Jesus Castellano Cervera, che riconosce in queste intuizioni una nuova luce per la teologia spirituale contemporanea.

Nella rubrica “Punti cardinali”, Fabio Ciardi offre preziosi strumenti metodologici per vivere l’esperienza del Paradiso ’49 nella quotidianità, trasformando l’alta mistica in prassi di comunione. Parallelamente, Roberto Catalano analizza la portata storica della Dichiarazione sulla fratellanza umana di Abu Dhabi, firmata da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar. Questo documento viene letto come un segno dei tempi che dialoga profondamente con il carisma dell’unità, indicando nella fraternità universale l’unica via per la pace globale. Entrambi i contributi sottolineano come le intuizioni spirituali più profonde debbano sempre tradursi in gesti concreti di dialogo e di incontro, capaci di incidere sulla storia e sulle relazioni tra i popoli, superando ogni barriera ideologica o religiosa in nome di un’unica appartenenza all’umanità.

Il fascicolo conclude il suo percorso nella sezione “Alla fonte del carisma dell’unità” con il diciottesimo capitolo della Storia di Light, firmata da Igino Giordani, la cui narrazione prosegue nel tessere la trama di un’umanità rinnovata dalla luce del Vangelo. Le rubriche finali “In biblioteca” completano l’offerta con suggerimenti di lettura che spaziano dalla spiritualità alla sociologia, confermando la vocazione della rivista come spazio di sintesi tra vita e pensiero. Ogni pagina di questo numero concorre a delineare un’ontologia trinitaria applicata alla cultura, dove la mistica non è fuga dal mondo ma sorgente di una nuova civiltà. Leggere questi contributi significa immergersi in una sapienza che rigenera il pensiero e l’azione, offrendo al lettore una bussola sicura per orientarsi nelle sfide del XXI secolo con la speranza di chi sa scorgere, già nel presente, i riflessi di un Paradiso possibile tra gli uomini.

Buona lettura!

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