Rifiuti elettronici, produzione record nel 2019

53 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici prodotte lo scorso anno in tutto il mondo, ma solo il 17% è avviato al riciclo
Rifiuti raee archivio

Rifiuti elettronici. Frigoriferi, tv, cellulari, computer: un enorme montagna di dispositivi elettrici ed elettronici che ogni anno, da qualsiasi parte del mondo smettono di essere utilizzati e diventano rifiuto.

La produzione di questi rifiuti elettronici è in continua crescita. Negli ultimi cinque anni è salita infatti del 21%. Lo scorso anno i 5 continenti hanno prodotto 53,6 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, un record mai arrivato prima. Per ogni abitante corrispondono 7,3 chilogrammi. Lo afferma il rapporto annuale della United Nation University (università dell’Onu) e della International Solid Waste Association.

Di questi rifiuti purtroppo solo il 17% segue un percorso sostenibile nel recupero e riciclo dei materiali. C’è bisogno di aumentare questa percentuale anche perché si stima che nel 2030 si arriverà a 74 milioni di tonnellate di rifiuti del genere. Tra i materiali scartati ci sono la plastica, il rame, il silicio e altri metalli. I rifiuti non avviati al riciclo finiscono in discarica.

I risultati del report mostrano che l’Asia ha generato il maggior volume di rifiuti elettronici nel 2019, pari a circa 24,9 milioni di tonnellate, segue l’America con 13,1 e l’Europa con 12. Africa e Oceania hanno prodotto rispettivamente 2,9 e 0,7 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici.

«Questi scarti rappresentano un pericolo per la salute e l’ambiente, contengono additivi tossici e sostanze dannose come il mercurio, che possono avere effetti anche gravi sull’organismo umano – sostiene Cornelis Peter Balde dell’United Nation University -. Una corretta gestione dei rifiuti elettronici potrebbe inoltre contribuire a mitigare gli effetti del riscaldamento globale, pertanto è necessario intervenire in questo senso».

L’Europa è in vetta alla classifica per quanto riguarda la produzione di rifiuti pro capite, in media 16,2 kg, contro i 7,3 kg a livello globale, ma è anche il continente che ricicla di più, il 42% del totale.

Per quanto riguarda l’Italia il report stima una produzione di poco più di un milione di tonnellate che supera il dato spagnolo ma è più basso di quello della Gran Bretagna (1,5) o della Germania (1,6).

Inoltre secondo la fotografia scattata pochi giorni fa dal “Rapporto Annuale 2019″ sulla raccolta di Raee domestici dei Sistemi Collettivi, a cura del Centro di Coordinamento (CdC) Raee, la raccolta media pro capite si è attestata a 5,68 kg nel 2019, con un aumento di oltre il 10% rispetto all’anno precedente.

Per raggiungere gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile c’è bisogno che gli Stati si diano da fare per avviare un serio recupero e riciclo dei materiali che compongono questi rifiuti. Sono necessari maggiori sforzi per garantire uno smaltimento globale più sostenibile delle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

«Il riciclaggio informale e improprio dei rifiuti elettronici è un grave pericolo emergente che colpisce silenziosamente la nostra salute e quella delle generazioni future – sostiene Maria Neira, direttore del Dipartimento Ambiente, cambiamenti climatici e salute dell’Organizzazione mondiale della sanità -. Un bambino su quattro sta morendo a causa di esposizioni ambientali evitabili. Un bambino su quattro potrebbe essere salvato se intraprendessimo azioni per proteggere l’ambiente e garantire sicurezza».

 

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