L’urgenza della fraternità, un segnale da Monte Sant’Angelo

Dalla rocca di San Michele sul Gargano una testimonianza corale di un mondo nuovo possibile nel premio "Chiara Lubich Manfredonia città per la fraternità universale", conferito ad un insieme di artigiani della pace a partire dal Patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale Pizzaballa dalla Terra Santa in guerra

La Puglia è terra di Levante, proiettata verso la Terra Santa, città della pace contrastata e negata, luogo finale del pellegrinaggio della vita e delle genti e allo stesso tempo così vicino, prossimo e familiare. Si avverte l’urgenza della fraternità da ricercare e costruire nell’iniziativa promossa ormai da 14 anni dall’associazione Mondo Nuovo di Manfredonia con l’intenzione di mettere in evidenza l’importanza di ponte tra i popoli di questa antica città di mare segnata dall’epopea federiciana.

Centro Chiara Lubich

In quest’ottica promuovere un premio pubblico non ha nulla a che vedere con una competizione tra ipotetici concorrenti ma nasce dal desiderio di far conoscere e condividere le tracce esistenti di fraternità dentro la storia attuale con tutte le sue contraddizioni. Intitolare il premio con il nome di Chiara Lubich esprime, in questo senso, il termine di paragone di una persona che, nel “secolo breve” del Novecento, si è resa disponibile al fiorire di un carisma di rinnovamento evangelico diffuso su scala mondiale oltrepassando muri e ostilità per costruire un mondo unito. Il Movimento che è stato generato storicamente tra le macerie del secondo conflitto mondiale continua a portare i suoi frutti nel dialogo aperto con confessioni, religioni e culture diverse.

Foto Mondonuovo

Ripercorrere volti e storie legate alle varie edizioni del premio permette di raccontare una storia collettiva tra realtà che alcune volte hanno avuto modo di conoscersi e apprezzarsi reciprocamente a partire dall’evento di Manfredonia, sviluppando poi ulteriori collaborazioni e tessiture di rapporti. Gli organizzatori del premio hanno deciso inoltre di promuovere la cerimonia di consegna in altre città in un itinerario che il 7 aprile 2024 ha toccato la vetta di Monte Sant’Angelo, meta di secoli di pellegrinaggi secondo la linea francigena che pone in linea nel Continente i luoghi legati all’Arcangelo Michele raffigurato da sempre in lotta contro il demone nemico del cosmo e dell’umanità. Una linea che da questa magnifica città posta come rocca verso il mare sembra spiccare un balzo verso Oriente, verso Gerusalemme.

È con riferimento all’arcaica immagine agonica di Michele che, nella messa celebrata alla fine della manifestazione del premio, padre Franco Moscone, vescovo di Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Vieste, ha indicato senza alcuna remora la necessità di una scelta tra la fedeltà al Dio della Risurrezione della Domenica in Albis e il demone della guerra che conquista sempre più consenso con il ricorso al riarmo senza fine. Una scelta che, è bene sottolinearlo, lo stesso vescovo dimostra di declinare concretamente nel sostegno alla marcia della pace del prossimo 16 aprile che partirà dalla comunità Emmaus di Foggia per raggiungere l’aeroporto militare di Amendola.

Puglia arca di pace e non arco di guerra” è la famosa espressione di don Tonino Bello, vescovo di Molfetta e di Pax Christi dal 1985 al 1993, negli anni del crollo del Muro e delle nuove guerre, dai Balcani al Golfo arabico, scatenate dal nuovo assetto geopolitico. Sempre da questa lunga striscia di terra pugliese che corre per metà dello Stivale proviene don Giovanni Ricchiuti che presiede, da vescovo, la sezione italiana di questo movimento cattolico internazionale fondato sul finire del secondo conflitto mondiale e fortemente voluto in Italia dal futuro papa Paolo VI.

Anche don Giovanni non ama lo sfoggio di titoli ecclesiastici ma non si è mai tirato indietro nel prendere posizione verso la logica della guerra accettando, con il suo carattere gioviale, critiche e accuse di ogni genere. Non poteva perciò non ricevere, assieme a Pax Christi, il riconoscimento del premio Chiara Lubich Manfredonia città per la fratellanza. È cresciuta in questi ultimi anni, come ha messo in evidenza don Ricchiuti, una particolare affinità e consonanza sulla priorità assoluta nell’impegno concreto per la pace, dallo stop al traffico di armi al bando delle bombe nucleari,  tra l’Azione Cattolica, le Acli, l’Agesci, il Movimento dei Focolari e l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.

E anche l’originale realtà fondata a Rimini da don Oreste Benzi, attiva in diverse parti nel mondo nella condivisione con i poveri e gli esclusi oltre che nell’azione di conciliazione dei corpi civili di pace, è stata premiata a Monte Sant’Angelo. È salita sul palco per la consegna della targa un’intera famiglia piemontese, Enzo e Annamaria Ceresa, che si è traferita a Termoli per portare avanti l’esperienza delle famiglie dell’accoglienza. Una testimonianza semplice con i figli portati in braccio, un’immagine che rende vivo il senso dei “miti che erediteranno la Terra”.

Prorompente di una vita generosa è l’esperienza dell’associazione Il Buon Samaritano di Nocera Inferiore nata nella città campana per creare uno spazio aperto ai bambini di famiglie esposte al disagio sociale. Il video che ha introdotto l’esperienza risale al 2011 e rimanda ai frutti di quella scelta che ha permesso di offrire un percorso formativo alternativo alla malavita organizzata. Il premio a tale associazione, come detto, nasce per far conoscere e mettere in evidenza una delle tante realtà vive della società civile organizzata e che, nel frattempo, ha allargato la propria attività anche in Africa.

La prospettiva dell’”uomo mondo” è quella che esprime il centro internazionale dei Giovani del Movimento dei Focolari arrivati a Monte Sant’Angelo con una rappresentanza multinazionale  testimoniando  la scelta dell’unità maturata in percorsi e culture differenti (dall’Asia al Latino America, dall’Europa all’Africa). È ormai prossimo l’evento Genfest che radunerà, con il motto “insieme per curare”, migliaia di giovani provenienti dai 5 continenti ad Aparecida in Brasile dal 19 al 21 luglio in collegamento con altre manifestazioni in diversi Paesi. In Italia Genfest locali si svolgeranno in Calabria e altre regioni.

Il premio è andato perciò ai giovani del Centro internazionale dei giovani e anche al Centro internazionale per il dialogo interreligioso che lavora costantemente per promuovere intensi e fraterni rapporti con migliaia di fedeli e numerose Istituzioni, associazioni, movimenti e organizzazioni delle più diverse religioni nella convinzione che l’amicizia fra persone di diverse fedi sia un potenziale vitale per la costruzione della fratellanza universale. Un percorso esigente e difficile ma ricco di frutti come ha detto Rita Moussallem, responsabile del Centro, con una lunga esperienza nei Paesi del Medio Oriente a partire dalla terra libanese di provenienza.

La fraternità non è, infatti, un visione da confinare nella domenica profetica, staccata dalla storia ma esige, per essere credibile, di essere declinata con scelte concrete, che possono anche essere divisive perché rompono il muro dell’indifferenza. L’associazione di Manfredonia ha perciò premiato anche il gruppo di lavoro “Economia disarmata” promosso da Focolari Italia per agire sulle cause strutturali della guerra: dalle alternative alla produzione bellica alla questione della dottrina che impedisce il bando alle bombe nucleari. Riconoscmento onsegnato a Alfredo Scognamiglio del Centro nazionale del Movimento dei Focolari.

L’attesa e il compimento della fraternità sono costantemente sotto attacco. Il 7 aprile, giorno della premiazione, è quello che ricorda l’inizio dell’immane genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994 nell’indifferenza della comunità internazionale. Il 7 aprile ha segnato i sei mesi dall’orribile eccidio del 7 ottobre perpetrato da Hamas in Israele a cui è seguita una risposta sulla Striscia di Gaza che atterrisce e lascia senza parole (oltre 33 mila vittime palestinesi alla data attuale).

Padre Faltas e card Pizzaballa Archivio Ansa EPA/ABED AL HASHLAMOUN

Ne ha portato la testimonianza con un collegamento in diretta padre Ibrahim Faltas della Custodia di Terra Santa che ha raccontato le condizioni estreme in cui versa la popolazione di Gaza rimasta senza casa, cibo e cure mediche. Le poche centinaia di cristiani vivono da mesi come sfollati nelle chiese come ci ha detto padre Faltas su cittanuova.it ma la situazione si sta rapidamente deteriorando in attesa che la comunità internazionale faccia le giuste pressioni perché si fermi la carneficina in atto destinata ad autoalimentare l’odio reciproco. Il francescano è riuscito a trovare la strada per creare un canale di transito inmodo da  far uscire alcune decine di bambini rimasti feriti a Gaza per assicurare loro le cure in ospedali italiani. “Sono rifioriti” ha detto.

Si comprende, perciò, perché il primo ad essere premiato a Monte Sant’Angelo il 7 aprile sia stato il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa.

Bergamasco, da una vita a Gerusalemme come francescano della Custodia di Terra Santa, padre Pizzaballa ha inviato  un video da ascoltare e riascoltare con attenzione. Afferma di non essere sicuro di meritare il premio per quel poco che riesce a fare, quando, di fatto, quella cattedra è uno dei luoghi dove alberga la testimonianza cedibile di umanità che risale alla presenza di Francesco durante la contesa armata di quella Terra Santa dove si continua a soffrire per guerre e divisioni.

Un legame forte e naturale tra la Puglia, l’Italia, e Gerusalemme che invoca un Mediterraneo di fraternità. In una delle passate edizioni il premio è andata alla sindaca di Betlemme mantenendo viva l’idea di un gemellaggio con la città natale di Gesù. Una proposta che appare sempre più attuale nell’esigenza di dire, come affermava Giorgio La Pira, che le città invocano il diritto di non essere distrutte. Manfredonia, come Monte Sant’Angelo, sono città resilienti anche alla presenza delle organizzazioni malavitose, fatto che ha comportato in passato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Una consapevolezza della fragilità della convivenza umana ma anche della forza delle istituzioni democratiche e della società civile responsabile capace sempre di ricominciare.

Il premio è stato riconosciuto alla comunità dei Micaeliti e del rettore della Basilica di San Michele, padre Ladislao Suchy, che custodisce il senso della priorità di Dio come misericordia a  fondamento della vita personale e comunitaria.

A Monte Sant’Angelo si svolge ogni anno un Festival Ambiente del Sud, il 6 aprile nella vicina Foresta Umbra la diocesi di Manfredonia ha promosso un incontro con numerose realtà per porsi la domanda: «La Laudato si’ può diventare un progetto politico?». Lo può essere la fraternità? La presenza attenta e partecipe all’edizione del premio da parte del giovane sindaco di Monte Sant’Angelo,  Pierpaolo d’Arienzo, può costituire un segno di quel “mondo nuovo” scelto come prospettiva dell’associazione che ha pensato di promuovere il premio che si rivela, nei fatti, un Expo della fraternità. La testimonianza comune di un altro mondo possibile che, chi scrive, ha potuto vedere partecipando perché premiato come giornalista, in questa squadra del 2024 accomunata nella richiesta di pace che si alza dalla terra di Levante.

Qui il video integrale

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