Il nuovo numero 22 della rivista Ekklesía, edita da Città Nuova, esplora una dimensione vitale della cura dell’anima: la capacità di camminare insieme attraverso l’accompagnamento. In un’epoca che esalta l’autosufficienza, questo fascicolo ci ricorda che nessuno può procedere da solo senza il rischio di smarrirsi. Nell’editoriale intitolato “Accompagnare”, il direttore Hubertus Blaumeiser ci introduce a questa vera e propria arte, che non consiste nel dirigere le vite altrui, ma nel porsi accanto con discrezione e amore. Camminare insieme richiede l’umiltà di riconoscersi bisognosi dell’altro, trasformando l’ascolto in uno spazio sacro dove la grazia può operare, permettendo a ciascuno di scoprire la propria vocazione e di affrontare le sfide dell’esistenza con una speranza rinnovata e condivisa.
All’interno di Ekklesía n. 22, il contributo di papa Francesco sottolinea come l’accompagnamento sia la via maestra perché il Vangelo si incarni realmente nelle persone. Il pontefice invita a uno sguardo integrale sulla persona, un concetto approfondito anche da Cintia Miranda Vieira, che evidenzia la necessità di accogliere ogni aspetto dell’umano. Questo approccio è fondamentale per evitare le derive del clericalismo, che spesso trasforma il supporto spirituale in una forma di controllo. Al contrario, la vera guida spirituale, come spiegato da Michele Lauriola, deve favorire la libertà interiore e il discernimento, aiutando il singolo a riconoscere i segni dello Spirito nella propria storia personale, senza mai sostituirsi alla sua coscienza.
Il pensiero di Chiara Lubich ispira profondamente la riflessione sulla reciprocità, cuore pulsante di ogni relazione di cura. La sua visione di un amore che si fa “uno” con l’altro permette di superare la distanza tra chi guida e chi è guidato, creando una circolarità che arricchisce entrambi. Questo stile di sinodalità vissuta trova applicazione anche nei momenti di crisi, come nel progetto per coppie descritto da Rita Ventriglia e Rino Ventriglia. L’accompagnamento non riguarda infatti solo i singoli, ma intere comunità e famiglie che, sostenendosi a vicenda, riscoprono la bellezza della fragilità condivisa. La spiritualità di comunione diventa così lo strumento per abitare le periferie esistenziali, portando conforto e senso anche laddove la sofferenza sembra prevalere.
Il numero conclude il suo viaggio analizzando l’accompagnamento in contesti specifici, dalla geriatria curata da Flavia Caretta alla formazione dei giovani con Jean-Marie Petitclerc. In Ekklesía n. 22 viene dato ampio risalto anche alla necessità di prevenire gli abusi attraverso una sana gestione dell’affettività e dell’autorità, come suggerito da Carlos Gomes Esteves. Attraverso le testimonianze di fede di figure come Maria Orsola Bussone, presentata da Claudio Malfati, e gli aggiornamenti sul cammino sinodale in Italia di Patrizia Bertoncello, emerge un invito prepotente: riscoprire l’altro come un dono prezioso, consapevoli che solo attraverso l’arte del farsi accompagnare possiamo testimoniare al mondo la forza trasformatrice dell’amore evangelico.
Buona lettura!