Ramadan 1440

Qualche elemento per capire cos’è il Ramadan e come i musulmani cercano di viverlo nel mondo. Una presenza che anche in Italia ha la sua importanza. La fertilità del digiuno
(AP Photo/Muhammad Sajjad)

In una notte del mese di Ramadan (nel 622 d.C.), il profeta Muhammad con pochi compagni fuggì da Macca a Yathrib: è l’Egira (allontanamento, migrazione). A partire da quella data la comunità musulmana stabilì l’inizio del calendario. Da quel momento Yathrib prese il nome di Medina (Madinat al-Nabi), la città del Profeta. Alcuni anni prima, sempre in una notte di Ramadan che viene ricordata come “la notte del destino”, Muhammad aveva ricevuto da Dio la rivelazione, il Corano.

Fin dall’inizio, quindi, il mese di Ramadan è in tutto il mondo islamico un tempo di preghiera (salat) e digiuno (sawm) nella memoria delle origini. Il digiuno di Ramadan è considerato il quarto dei cinque pilastri della fede (testimonianza, preghiera, elemosina, digiuno, pellegrinaggio alla Mecca). È astensione totale da cibo e bevande (anche l’acqua), dal fumo e dai rapporti sessuali, tutti i giorni per un mese, dall’alba al tramonto. La tradizione attribuisce a questa pratica anche il significato di imparare l’autodisciplina, approfondire l’appartenenza alla comunità dei fedeli (umma), spronare all’esercizio della pazienza, impegnarsi nella conoscenza dell’amore per Dio.

Valori religiosi capaci di generare nel credente importanti aspetti culturali di portata universale. Da attento osservatore di tutto quanto fa cultura e favorisce il dialogo fra credenti, sono da anni molto colpito dalla serietà e profondità spirituale con cui diversi amici musulmani vivono il digiuno di Ramadan, pur con notevole sacrificio. Sono persone capaci di accogliere e generare speranza anche di fronte alla superficialità, all’ignoranza e talvolta, purtroppo, anche all’arroganza di chi non ce la fa a guardare oltre se stesso, alla scoperta dell’affascinante pianeta della diversità.

In pratica, come vive un musulmano durante il digiuno di Ramadan? Dopo una colazione (suhur) che si fa prima dell’alba, si va normalmente al lavoro o a scuola. Si rimane però a completo digiuno fino all’iftar, la cena che si consuma subito dopo il tramonto, in genere insieme a parenti, amici e vicini in un clima di festa. La tradizione ha sviluppato per queste cene una serie di piatti tipici, diversi a seconda dei Paesi, ma non mancano mai i datteri, perché secondo la tradizione il Profeta rompeva il digiuno mangiando un dattero e bevendo un po’ d’acqua o di latte. Alla conclusione del mese si svolge per tre giorni in tutto il mondo islamico la grande festa di Eid al-Fitr.

Quest’anno, il “mese benedetto” di Ramadan (che essendo un mese lunare fluttua ogni anno di alcuni giorni rispetto all’anno precedente) è iniziato il 5 maggio e durerà 30 giorni, fino al 3 giugno. La festa di Eid al-Fitr sarà dal 4 al 6 giugno. Il Ramadan di quest’anno segna l’inizio dell’anno (lunare) 1440 dall’Egira. Secondo alcuni dati riportati dal Sir, i musulmani (1,8 miliardi nel mondo) presenti in Italia sono circa 2,5 milioni (circa il 4% della popolazione), in maggioranza cittadini italiani o residenti, e in minoranza sans papier, come direbbero i francesi. Secondo altre fonti i fedeli islamici in Italia che osserveranno il digiuno di Ramadan saranno circa 1,5 milioni. Fanno comunque tutti riferimento alle dieci “vere” moschee italiane e ad almeno un migliaio di altri piccoli luoghi di culto locale sparsi in tutto il Paese.

Tra le iniziative più interessanti intraprese quest’anno dalle comunità islamiche in Italia vi è certamente quella di Torino. Nel capoluogo piemontese sono presenti circa 40 mila fedeli musulmani che fanno capo a 17 luoghi di culto: le comunità sono coordinate fra loro ed hanno stabilito un accordo con la Città di Torino. L’Associazione Islamica delle Alpi e i giovani di Partecipazione e Spiritualità Musulmana, in collaborazione con la moschea Taiba e il centro Rayan promuovono un progetto denominato #GreenRamadan, per sensibilizzare sull’impatto ambientale del consumismo, con raccolte differenziate di plastica ed altro, e ricerca di fondi per piantare alberi a Parco Dora durante un grande evento di “Moschea aperta e Iftar” a fine Ramadan.

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