Il primo smartphone africano

Il presidente Paul Kagame ha inaugurato lunedì un'impresa ad alta tecnologia del milionario ruandese Ashish Thakkar a Kigali. È il lancio ufficiale della prima unità di produzione dei “Mara Phones”  

«Siamo i primi a realizzare degli smartphone nel continente. Produciamo le schede madri, costruiamo le schede secondarie lungo tutto il processo», ha affermato l‘imprenditore ruandese Ashish Thakkar, sottolineando che l’impianto, con un costo di progettazione di 24 milioni di dollari, potrebbe produrre fino a 1.200 telefoni al giorno. Attualmente le varie aziende sul mercato internazionale stanno assemblando smartphone per l’Africa in Egitto, Etiopia, Algeria e Sudafrica, ma importando tutti i componenti, ha affermato Thakkar.

L’azienda intende produrre smartphone «di alta qualità e convenienti», e inizialmente offrirà due modelli: Mara X e Mara Z. Le loro particolarità: lunga durata della batteria, ampio spazio di archiviazione e un aggiornamento della versione Android per 2 anni, grazie a una stretta collaborazione con Google. Prezzi, rispettivamente 190 dollari per il Mara X e 130 per il Mara Z, che sperano di competere con il colosso coreano Samsung, i cui telefoni sono i più diffusi nel continente.

Per raggiungere questo obiettivo, il Gruppo Mara spera di sfruttare l’accordo di libero scambio continentale, che dovrebbe riunire quanto prima tutti i Paesi africani sullo stesso mercato. Ma, al di là della piazza africana, Mara Phones si considera ormai un potenziale esportatore di smartphone made in Ruanda.

In Africa, il tasso di penetrazione degli smartphone è stato del 44% entro il 2018, secondo le più recenti statistiche, e dovrebbe raggiungere il 70% entro il 2024 secondo le previsioni della Ericsson nel suo ultimo rapporto sulla mobilità. Per quanto riguarda gli smartphone di produttori asiatici, Samsung, Transsion e Huawei, stanno registrando il 74,4% delle entrate del settore in Africa. E secondo i francesi della Deloitte, nel 2020 circa 660 milioni di africani avranno uno smartphone, il doppio rispetto al 2016. Una crescita esponenziale che spinge gli imprenditori più intraprendenti del continente ad interessarsi anche ad un mercato che fino ad ora sembrava prerogativa esclusiva del nord del mondo.

 

 

 

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