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Italia > Iniziative

Orizzonti Mediterranei: abitare la fraternità per una cultura del dialogo che nasce dai legami

di Sara Fornaro

Sara Fornaro

Trasformare il Mediterraneo da frontiera segnata dalle divisioni a luogo di dialogo e speranza: l’Azione Cattolica promuove, dal 30 luglio al 2 agosto a Bari, l’incontro nazionale delle presidenze diocesane e delle delegazioni regionali dell’Azione Cattolica Italiana. L’appuntamento sarà aperto alla cittadinanza

Nella foto, da sinistra, nella sede dell’Azione Cattolica a Roma, Emanuela Gitto, Giuseppe Notarstefano, Giuseppina Paterniti, mons Claudio Giuliodori e Michele Tridente, foto di Sara Fornaro

Era il 7 luglio 2018 quando papa Francesco partecipò alla preghiera ecumenica per la pace nel capoluogo pugliese. «Siamo giunti pellegrini a Bari, finestra spalancata sul vicino Oriente, portando nel cuore le nostre Chiese, i popoli e le molte persone che vivono situazioni di grande sofferenza. A loro diciamo: “vi siamo vicini”».

La preghiera si era svolta con il cuore e la mente rivolti «al Medio Oriente, crocevia di civiltà e culla delle grandi religioni monoteistiche», regione su cui si era addensata «una fitta coltre di tenebre: guerra, violenza e distruzione, occupazioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e con la complicità di molti».

L’indifferenza, affermò il papa, «uccide, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medio Oriente oggi piange, oggi soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze».

 

Un momento della preghiera ecumenica di papa Francesco a Bari, 7 luglio 2018. ANSA/ LOCONSOLE

Al termine della preghiera ecumenica, Francesco affermò: «Incoraggiati gli uni dagli altri, abbiamo dialogato fraternamente. È stato un segno che l’incontro e l’unità vanno cercati sempre, senza paura delle diversità. Così pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c’è alternativa possibile alla pace. Non le tregue garantite da muri e prove di forza porteranno la pace, ma la volontà reale di ascolto e dialogo. Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi: uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri. Solo così, avendo cura che a nessuno manchino il pane e il lavoro, la dignità e la speranza, le urla di guerra si muteranno in canti di pace».

In continuità con quel grande incontro, e con gli altri appuntamenti che si sono susseguiti anche in altre città, dal 30 luglio al 2 agosto a Bari si svolgerà Orizzonti Mediterranei, abitare la fraternità per una cultura del dialogo. È l’incontro nazionale delle presidenze diocesane e delle delegazioni regionali dell’Azione Cattolica Italiana, a cui parteciperanno oltre 700 responsabili associativi, una ventina di vescovi e due cardinali: Fabio Baggio, pro-prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, e il presidente della Cei Matteo Zuppi. Tutti si metteranno in dialogo con la cittadinanza, con uno stile sinodale, nel corso di un evento che si svolgerà in diversi punti di questa città che custodisce una vocazione storica al dialogo e alla fraternità. Bari è infatti un luogo di incontro tra Oriente e Occidente, una porta verso i Balcani, il Medio Oriente e il Nord Africa.

L’evento è stato presentato martedì 21 luglio a Roma, dal presidente dell’AC, Giuseppe Notarstefano, dall’assistente ecclesiastico generale dell’associazione, monsignor CLaudio Giuliodori, la vicepresidente nazionale per il Settore giovani Ac, Emanuela Gitto, e il segretario generale dell’associazione, Michele Tridente. Ha moderato l’incontro la giornalista Giuseppina Paterniti.

L’incontro nazionale è un appuntamento importante per l’Azione Cattolica e vuole essere un tempo privilegiato di ascolto, discernimento e progettazione condivisa per il futuro dell’associazione e della presenza dei laici nella Chiesa e nella società. Il tema “Abitare la fraternità per una cultura del dialogo”, spiegano gli organizzatori, nasce dalla volontà di assumere il Mediterraneo come immagine e orizzonte del discernimento associativo. Un mare che oggi è luogo di incontro tra popoli, culture e tradizioni diverse, ma anche spazio attraversato da conflitti, migrazioni, disuguaglianze e profonde trasformazioni sociali.

L’Azione Cattolica intende raccogliere la sfida di trasformare il Mediterraneo da frontiera segnata dalle divisioni a luogo simbolico e concreto di relazione, dialogo e speranza.

La scelta della città, inoltre, come sottolineato da monsignor Giuliodori, non è stata casuale. Bari, ha spiegato, è un luogo altamente simbolico, in quanto negli ultimi anni è stato uno dei più scelti a livello ecclesiale per sottolineare quanto il Mediterraneo sia cruciale. Era stato visitato da Francesco per la preghiera ecclesiale del 2018, e dall’allora presidente CEI, il cardinale Bassetti, nel 2020, perché affrontare le grandi questioni del Mediterraneo significa misurarsi con tutti i grandi temi che l’umanità sta affrontando.

Monsignor Giuliodori ha sottolineato la continuità tra il pontificato di Francesco e quello di Leone XIV, tra le encicliche Fratelli tutti e Magnifica Humanitas, un po’ diverse nella genesi e nelle finalità, ma totalmente convergenti dal punto di vista delle prospettive sociali e culturali. Bari, ha aggiunto, è «un luogo che concretamente si misura con le grandi sfide del nostro tempo» e se oggi «la vera sfida è quella di contrastare la cultura della potenza», non dimentichiamo la cultura dello scarto di cui parlava Francesco.

A Bari, ha affermato il presidente Notarstefano (leggi qui la sua intervista), «ci ascolteremo reciprocamente, faremo discernimento insieme, poi dialogheremo con la città. È un modo per raccontare quello che vogliamo essere in questo tempo come associazione: uno spazio di dialogo, un luogo dove ci si possa incontrare, un luogo che possa essere attraversato da tante persone, dove incontrare uno spazio di cura, uno spazio di ascolto, uno spazio dove essere riconosciuti nella ricchezza che si è».

Tanti gli appuntamenti previsti (leggi qui il programma), illustrati da Gitto e Tridente. Da non perdere i dialoghi mediterranei, di sabato 1 agosto, su pace, migrazioni, convivialità delle differenze e cambiamenti.

“Orizzonti Mediterranei”, spiegano gli organizzatori, vuole essere un laboratorio di fraternità e corresponsabilità: un’occasione per l’Azione Cattolica Italiana di rileggere il proprio servizio alla luce delle sfide del presente e di generare nuove forme di presenza nella Chiesa e nei territori, nella convinzione che il dialogo e l’incontro siano vie concrete per costruire pace e speranza.

 

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