Nole il generoso

In attesa di rientrare nel circuito, per tentare di riprendersi lo scettro del tennis mondiale, Novak Djokovic fa parlare di se per un gesto di altruismo. E non è la prima volta
Djokovic

Sono arrivati per primi i siti dei media britannici, che nella giornata di lunedì hanno dato l’annuncio. Poi, nelle ultime ore, la notizia ha cominciato a diffondersi a macchia d’olio. Il serbo Novak Djokovic, uno dei tennisti più forti di sempre, diventato da poco papà per la seconda volta (a inizio settembre la moglie Jelena ha dato alla luce la piccola Tara), aprirà a breve un ristorante in una località non ancora nota del suo paese d’origine. Già, direte voi? E qual è la notizia? Non si tratta certo del primo caso di uno sportivo famoso che decide di aprire un ristorante. Giusto, tanto più che lo stesso Nole (soprannome con cui è universalmente conosciuto dagli appassionati di tennis) di ristoranti in passato ne ha già aperti due. Il primo nel 2009, nella sua città natale, Belgrado. Il secondo, vegano, è stato inaugurato invece lo scorso anno nella località dove risiede con la sua famiglia, Montecarlo.

Il campione serbo, d’altronde, non ha mai nascosto di avere un rapporto davvero particolare con il cibo e la ristorazione. Un po’ perché i suoi genitori, Srdan e Dijana, gestivano un ristorante-pizzeria in montagna, nella località sciistica di Kopaonik. E’ proprio lì, tra l’altro, davanti al locale dei suoi, che quando Nole aveva solo sei anni vide costruire dei campi di tennis. E fu subito amore per quello sport che l’ha poi reso ricco e famoso.

Tanto, però, questo suo rapporto particolare con il cibo è dovuto anche al fatto che la sua attività agonistica ha avuto una decisa impennata nel 2011, proprio l’anno in cui cominciò a seguire il regime alimentare suggeritogli dal nutrizionista Igor Cetojevic, che gli scoprì un’intolleranza al glutine e gli propose di seguire una specifica dieta. Nole, da quel momento, in campo cominciò letteralmente a volare, e in quell’anno “di grazia” arrivarono successi a ripetizione: una striscia “infinita” di quarantatré partite vinte consecutivamente, ben tre titoli dello Slam (Australian Open, Wimbledon e US Open), e, per la prima volta in carriera, il primato nella classifica mondiale.

Ma torniamo alla notizia iniziale. Nole, come detto, si appresta ad aprire un nuovo ristorante. Non un ristorante qualunque, però, quanto piuttosto un punto di ristorazione davvero particolare, giacché distribuirà pasti gratuiti alle persone bisognose. Una sorta di mensa per i poveri, tanto per essere chiari. Con una caratteristica tutta speciale: quella di essere gestita da uno dei tennisti più famosi al mondo. <<Il denaro per me non è un problema, ho guadagnato abbastanza nella mia carriera. Penso che i miei connazionali se lo meritino dopo tutto il sostegno che mi hanno dato>>, ha spiegato Djokovic. In attesa di saperne di più, per ora le uniche cose trapelate sono che il ristorante sarà aperto solo di sera, e che alle persone che saranno ammesse non sarà chiesto nulla in cambio. Dodici Slam (per il momento …) e tre ristoranti, quindi, per il trentenne serbo, che non è certo nuovo a iniziative benefiche.

Nel 2011, ad esempio, a poche ore di distanza dal terremoto e dallo tsunami che sconvolsero il Giappone, scese in campo con la simbolica scritta “solidarietà al Giappone” sulla ginocchiera, e con la bandiera del sol levante sulle scarpette. Poi, per aiutare più concretamente il popolo nipponico, organizzò rapidamente (giocandolo) un incontro di calcio fra alcuni suoi colleghi tennisti e la squadra di neoprofessionisti del Forth Lauderdale Strikers (club calcistico statunitense), partita il cui incasso fu poi devoluto proprio per le vittime dell’11 marzo. Nello stesso anno, poi, donò anche 100mila dollari del premio percepito per la vittoria in un torneo disputato in Florida a un monastero ortodosso di Gracanica, nel Kosovo. Monastero che, grazie a quei soldi, poté finalmente acquistare un pezzo di terra necessario ai propri bisogni.

Insomma, Nole guadagna tanto, certo, ma se si tratta di essere generosi non è certo uno che si tira indietro, anzi. Tra le diverse iniziative di solidarietà messe in atto dal tennista serbo, tanto per citarne solo alcune, si ricordano fra l’altro: l’aiuto dato ad alcuni bambini disabili di Banja Luka, la seconda più grande città della Bosnia Erzegovina (a maggioranza serba); il denaro donato agli abitanti di Kraljevo, una città della Serbia centrale colpita da un forte terremoto nel 2010; alcune borse di studio offerte a ragazzi del Kosovo;  l’ambulanza regalata all’ospedale di Kosovska Mitrovica, sempre nel nord del Kosovo. Senza dimenticare l’impegno profuso attraverso la “Novak Djokovic Foundation”, ente benefico attivo ormai da dieci anni soprattutto sul fronte dell’istruzione, che ha aiutato e continua ad aiutare tantissimi bambini in un paese, la Serbia, dove un bimbo su due non ha accesso all’educazione prescolare.

In attesa di rivederlo a breve sui campi da tennis (è fermo per infortunio dallo scorso mese di luglio e il suo rientro dovrebbe avvenire a inizio 2018), Nole in queste ore ha nuovamente guadagnato gli onori delle cronache. Questa volta non per una vittoria sportiva, ma per l’ennesimo gesto di generosità verso chi nella vita è stato meno fortunato di lui.

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