«Stop all’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto entro 90 giorni». È il lancio dell’Ansa precisando che «la Sezione specializzata in materia di Impresa della Corte d’appello di Milano ha accolto il reclamo presentato da un gruppo di cittadini e genitori tarantini contro Ilva in As e Acciaierie d’Italia in As».
«I giudici – continua l’Ansa – hanno disposto la sospensione delle attività siderurgiche a caldo, condizionando la ripartenza alla completa bonifica dell’asbesto e alla riduzione delle emissioni sottili. Il verdetto ribalta la decisione del Tribunale, rilevando la persistenza del pericolo per la salute pubblica legato al “progressivo ammaloramento dello stabilimento».
Se si dovesse spiegare la situazione a una classe di studenti, secondo l’associazione peacelink si potrebbe scrivere così: «I magistrati dicono che l’ILVA non può continuare a produrre facendo semplicemente affidamento sull’autorizzazione ricevuta. Se gli studi mostrano un rischio serio per la salute, bisogna intervenire concretamente per ridurlo. Non basta continuare a monitorare l’inquinamento e rinviare le soluzioni. E, secondo la Corte, l’amianto ancora presente negli impianti non può essere lasciato senza una precisa prescrizione di rimozione».
Foto Ansa reportage Taranto e associazione genitori tarantini
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