Emma Bonino, storica leader radicale e di +Europa, è morta a roma all’età di 78 anni nella mattinata di venerdì 11 settembre 2026. Era stata ricoverata in seguito ad alcuni problemi respiratori; resi più gravi dal fatto di avere un fisico già provato da anni di lotta contro un tumore, che tuttavia aveva sconfitto. Aveva suscitato grande eco nel mondo cattolico la visita che le aveva fatto papa Francesco nel 2024, nella sua casa di Roma, dopo un ricovero.
Numerosi i ricordi da tutto il mondo politico. «Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione – ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni -. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio».
«Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero – si legge in una nota di +Europa – […] Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. […] Grazie Emma, dal profondo del cuore».
