Una marziana dal volto umano

Simone Biles, al ritorno alle gare dopo un anno di stop, domina i mondiali di ginnastica artistica. Nonostante qualche contrattempo …

Chi ne ha sofferto almeno una volta nella vita, lo descrive come una vera e propria “coltellata”. Un dolore acuto, lancinante. A livello addominale e lombare. Localizzato, più in particolare, in corrispondenza dell’ultimo tratto della schiena, proprio all’altezza dei reni. Eh già, una colica renale non è davvero una “bella esperienza”. In molti casi, la sofferenza è talmente forte da costringere chi ne è colpito a recarsi in ospedale per una terapia d’urgenza. Come accaduto ad esempio, qualche giorno fa, anche all’atleta statunitense Simone Biles.

Simone, a soli ventuno anni, è già da considerarsi una “leggenda” dello sport, ed in particolare del suo sport, la ginnastica artistica. Una piccola “marziana” di appena 143 centimetri dotata di un’esplosività davvero fuori dal comune, che dopo aver dominato il quadriennio precedente, trionfando in tre rassegne iridate consecutive (Anversa 2013, Nanning 2014 e Glasgow 2015) oltre che ai Giochi olimpici di Rio del 2016, aveva deciso di prendersi una pausa dall’attività agonistica. Un “anno sabbatico”, in cui ha potuto dedicarsi a cose che non faceva prima, in cui ha partecipato all’edizione americana di Ballando con le stelle, e non solo …

Un anno, soprattutto, in cui ha potuto anche guardarsi dentro. Fino a trovare il coraggio di testimoniare, come tante altre ragazze, contro l’ex medico della nazionale statunitense Lawrence Nassar. Colui che, per molestie sessuali nei confronti di circa 150 atlete, si è visto infliggere dai giudici americani condanne per 175 anni complessivi di carcere! Una brutta storia, che non ha impedito a Simon (fortunatamente) di ritornare al suo grande amore, la ginnastica artistica. Così, nelle ultime settimane, si è trasferita a Doha, in Qatar, dove dal 21 ottobre al 3 novembre si sono svolti i mondiali 2018 di questa affascinante disciplina.

Proprio alla vigilia delle gare, però, durante uno degli ultimi allenamenti, Simone si è dovuta fermare per un forte dolore. Una corsa in ospedale, dove è stata trattenuta alcune ore, e infine la diagnosi: calcoli renali. Questo imprevisto, ha messo a forte rischio il suo tentativo di diventare la prima donna capace di conquistare per quattro volte un titolo mondiale nel concorso all-around, la competizione in cui ogni ginnasta si esibisce nei quattro attrezzi dell’artistica femminile. Dopo le cure del caso, e una notte di riposo, la Biles si è però presentata regolarmente in pedana.

Più forte di tutto, e di tutti, questa ragazza non si è lasciata scoraggiare. Dopo aver dominato le qualificazioni, martedì scorso, ha trascinato la nazionale femminile statunitense all’ennesima vittoria nella prova a squadre (la corazzata a stelle e strisce non perde in questa gara dei mondiali del 2010!). Poi, due giorni dopo, si è presentata al via della finale individuale all-around, ma non sembrava lei: un’uscita di pedana nel corpo libero, una caduta alla trave e addirittura un’altra al volteggio, uno dei suoi attrezzi preferiti, caduta avvenuta in fase di atterraggio dopo un difficilissimo salto da lei “inventato” e che porta proprio il suo nome, il The Biles.

La tensione e il dolore fisico accumulati nei giorni precedenti, inevitabilmente, hanno finito per toglierle alcune certezze. Nonostante ciò, la sua “superiorità” è stata tale che, malgrado questi errori, la vittoria finale non le è sfuggita neanche stavolta. L’attuale reginetta della polvere di magnesio, è poi tornata ancora in gara venerdì e sabato per prendere parte alle finali di specialità. Qui, neanche a dirlo, ha fatto bottino pieno, conquistano altre due medaglie d’oro (rispettivamente al corpo libero e al volteggio), un argento (alle parallele) ed un bronzo (alla trave).

Un totale di sei podi, su sei gare disputate. Per ribadire ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, che stiamo parlando di una fuoriclasse assoluta. Una ragazza che piace a tutti, cui molti appassionati si sono affezionati non solo per le prodezze di cui è capace in gara, ma anche dopo aver scoperto la sua storia personale. La conoscete? Terza di quattro fratelli, Simone da piccola viveva nell’Ohio, ma ben presto è stata portata via dai servizi sociali. Adottata, a soli tre anni, dai nonni materni che vivevano in Texas. Il padre, infatti, non c’era, e la mamma, alcolista e tossicodipendente, entrava e usciva dalla prigione. Un’infanzia non certo facile per lei …

Questa rassegna iridata di Doha, una prima assoluta per un mondiale di ginnastica artistica in un Paese del Medio Oriente, oltre al ritorno sul palcoscenico internazionale della Biles, ha offerto agli appassionati altri momenti di grande sport. In campo maschile, si è distinto particolarmente il ventiduenne russo Artur Dalaloyan, che oltre a vincere il titolo individuale all-around ha portato a casa altre quattro medaglie (l’oro al corpo libero, l’argento al volteggio e nella prova a squadre, ed il bronzo alle parallele).

Più in generale, Stati Uniti, Russia, Cina e Giappone hanno fatto incetta di medaglie, e questo c’era da aspettarselo. Ben ventotto delle quarantaquattro medaglie in palio durante questa rassegna iridata, infatti, sono state appannaggio di atleti provenienti da queste quattro nazioni che, da anni, dominano il panorama della ginnastica artistica internazionale. Sul podio, però, sono arrivati anche Paesi meno pronosticabili alla vigilia, come il Messico (grazie al bronzo di Alexa Moreno al volteggio), le Filippine (in questo caso il merito è di Carlos Edriel Yulo nell’esercizio al corpo libero), e … l’Italia.

Dopo otto anni di “astinenza”, è stato il ventiseienne Marco Lodadio a far tornare l’azzurro su uno dei gradini del podio di un mondiale di artistica. L’atleta di Frascati, raccogliendo l’eredità di Jury Chechi e Matteo Morandi, ha conquistato la medaglia di bronzo agli anelli, in una gara di altissimo livello vinta dal campione uscente, nonché campione olimpico ed europeo in carica, Eleftherios Petrounias. Il ginnasta greco ha preceduto il vice campione olimpico in carica, il brasiliano Artur Zanetti, ed il nostro portacolori, autore di una prova magistrale. Un risultato davvero inatteso, che fa ben sperare per il futuro prossimo della ginnastica in chiave azzurra.

Adesso, il prossimo grande appuntamento di questa disciplina è fissato con i mondiali che si disputeranno in Germania, a Stoccarda, nel mese di ottobre del prossimo anno. In quella occasione, verranno assegnati il maggior numero di pass per le Olimpiadi di Tokyo del 2020 (per ora sono qualificate solo Cina, Russia e Giappone in campo maschile, Stati Uniti, Russia e Cina sul fronte femminile). La nostra speranza è che anche l’Italia possa essere della partita, considerato anche che, proprio nel 2019, avverrà l’esordio in nazionale maggiore delle nostre promettentissime ragazze juniores (su tutte Giorgia Villa, che ha recentemente dominato le Olimpiadi giovanili).

Quel che è certo, è che a Stoccarda potremo nuovamente ammirare Simone Biles. Un concentrato di tecnica ed energia, che sta riscrivendo tutti i record di questo sport. Anche superando qualche inevitabile contrattempo, come accaduto in questi giorni a Doha.

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