L’Unione europea guarda al suo futuro

Il Consiglio europeo, riunitosi a Sibiu, ha approvato una dichiarazione sul futuro dell’Europa. I 21 capi di Stato europei hanno sottoscritto un appello al voto per il Parlamento europeo perché «la nostra Europa unita ha bisogno di un voto forte da parte dei popoli».

Una data simbolica, quella del 9 maggio: si festeggia infatti l’Europa unita, ricordando la celebre dichiarazione di Robert Schuman, ministro francese degli affari esteri, pronunciata il 9 maggio 1950, che diede avvio al processo di integrazione europea seguendo l’idea di cedere porzioni di sovranità nazionale, a partire dall’economia, creando delle istituzioni sovranazionali.

Il 9 maggio 2019 i Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea (Ue) si sono riuniti a Sibiu, città della Romania, che regge la presidenza di turno dell’Ue fino al 3 giugno, come proposto da Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, nel discorso sullo stato dell’Unione del 2017, per discutere dell’agenda strategica dell’Ue per il periodo 2019-2024.

I leader europei hanno riaffermato la «convinzione che, uniti, siamo più forti, in questo mondo sempre più instabile e complesso», riconoscendo anche la responsabilità di «rendere questa nostra Unione più forte e il nostro futuro più promettente, riconoscendo al contempo la prospettiva europea di altri Stati europei». Al vertice i leader hanno avuto uno scambio di opinioni sulle sfide e sulle priorità dell’Ue nei prossimi anni.

L’attuale agenda era stata concordata nel giugno 2014 dal Consiglio europeo, dando forma alle 10 priorità della Commissione europea: rilanciare l’occupazione, la crescita e gli investimenti, potenziare l’equità sociale, gestire la migrazione, attenuare le minacce alla sicurezza, sfruttare le opportunità offerte dalla transizione digitale ed energetica, dare all’Ue un ruolo più incisivo a livello mondiale e rafforzare la trasparenza e la legittimità democratica.

Nella Dichiarazione di Sibiu, a conclusione del Consiglio europeo, i Capi di Stato e di Governo hanno preso dieci impegni: difendere un’Europa unita, restando appunto uniti e compatti, nel bene e nel male e dando prova di reciproca solidarietà nei momenti di bisogno. Infatti i leader europei intendono parlare con un’unica voce, cercando sempre soluzioni congiunte, ascoltandosi a vicenda in uno spirito di comprensione e rispetto. Ancora, ricordando che i diritti inalienabili e le libertà fondamentali di tutti gli europei sono stati conquistati a caro prezzo, è stato ribadito l’impegno a proteggere il nostro stile di vita, la democrazia e lo stato di diritto. Ma l’Europa vuole anche prestare orecchio alle preoccupazioni e alle speranze di tutti gli europei, avvicinando l’Unione ai cittadini, agendo di conseguenza, con ambizione e determinazione.

Successivamente, la Dichiarazione di Sibiu richiama il principio di equità, da applicare al lavoro, all’assistenza sociale, all’economia o alla trasformazione digitale. Per questo, vi è l’impegno a ridurre ulteriormente le disparità esistenti tra i cittadini europei, aiutando sempre i più vulnerabili. L’Ue dovrà salvaguardare il futuro delle prossime generazioni di europei, investendo nei giovani e costruendo un’Unione in grado di rispondere alle sfide più pressanti del XXI secolo. L’Ue dovrà proteggere i cittadini e garantirne la sicurezza, rafforzando il proprio potere di persuasione e di coercizione e collaborando con i propri partner internazionali, con i quali difendere e sviluppare l’ordine internazionale basato su regole certe, per sfruttare al meglio le nuove opportunità commerciali e per affrontare congiuntamente sfide globali come la tutela dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici.

La Dichiarazione di Sibiu rischierebbe di essere la solita elencazione di principi se non venisse seguita da concreti sviluppi nell’integrazione delle politiche europee, prima fra tutte quella per la gestione dei flussi migratori, e nella riforma delle istituzioni dell’Ue. Molte sono le questioni aperte, dalla Brexit ad un miglioramento del sistema dell’Euro e della governance economica. Le prossime elezioni del Parlamento europeo sono perciò importantissime, sia per rilanciare il progetto europeo che per mettere alla prova il fenomeno dei populismi che si stanno diffondendo sempre più in Europa.

Anche 21 capi di Stato europei, riconoscendo l’importanza delle imminenti elezioni del Parlamento europeo, hanno sottoscritto un appello al voto rivolto ai propri concittadini, sostenendo che «la nostra Europa unita ha bisogno di un voto forte da parte dei popoli, ed è per questo che vi chiediamo di esercitare il vostro diritto a votare. È un voto sul nostro comune futuro europeo». L’iniziativa, lanciata all’inizio del 2019 da Frank-Walter Steinmeier, presidente della Repubblica Federale Tedesca, ha raccolto l’adesione di tutti i capi di Stato dell’Ue (esclusi i monarchi che normalmente si astengono da dichiarazioni politiche).

 

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