Liste cattoliche con Focolarini immaginari come candidati

Nel clima di campagna elettorale, in cui siamo già entrati, si parla di formazioni partitiche con esponenti del mondo cattolico, volute e condizionate, in qualche modo, dalle gerarchie ecclesiastiche. La situazione è ben diversa e la spiega in un'intervista Silvio Minnetti, presidente, per l'Italia, del Movimento politico per l’unità
Silvio Minnetti

Si avvicinano le elezioni amministrative, il referendum costituzionale e lo spettro delle urne, sempre possibili, per le politiche. E cominciano a comparire articoli come quello de La Stampa dell’8 gennaio scorso, che prendendo le mosse da un’iniziativa  promossa dall’ex segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, a fine novembre del 2015 parla di liste locali dove anche i “focolarini” sarebbero associati ad un immaginario fronte cattolico, guidato dalla gerarchia ecclesiastica. Bonanni non è nuovo a questi esperimenti e in molti lo ricordano sponsor della stagione di Scelta civica con Mario Monti.

 

La ricostruzione fatta da quotidiano torinese non convince Silvio Minnetti, presidente italiano del Movimento politico per l’unità (MPPU), un laboratorio civile e politico che ispirato all’esperienza del Movimento dei Focolari, fin dalle sue origini è proiettato al dialogo e alla collaborazione con realtà partitiche, culturali, sociali e religiose che non si riconoscono in un credo unico ma si impegnano congiuntamente sul campo della fraternità universale.    

 

Professor Minnetti come risponde a certe narrazioni che coinvolgono i focolarini in queste liste elettorali?

«Pur invitati alla giornata promossa da Raffaele Bonanni ed altri, il 30 novembre scorso a Roma, non abbiamo partecipato ufficialmente come MPPU, nè tanto meno come espressione del Movimento. Non abbiamo voluto tradire la nostra mission che è quella di costruire legami e collaborazione tra cittadini ed istituzioni e tra tutti gli esponenti dei partiti siano essi di destra, centro, sinistra e M5S, ben oltre il perimetro di un presunto fronte cattolico. E’ noto che il MPPU si muove in totale autonomia rispetto alle formazioni elettorali classiche, slegato dagli schemi di personaggi, espressione di una deludente fase della vita nazionale sul piano economico, sociale e politico».

 

Siete o non siete un partito?

«Non siamo un partito e non parteciperemo alle prossime competizioni elettorali, come le amministrative, se non a titolo puramente personale. La nostra ricchezza sta nel fatto che siamo in grado di esprimere elettori e candidati, magari della stessa città, appartenenti a schieramenti diversi e con differenti sensibilità. Sono però i valori ad essere comuni, perchè è l’unità nella diversità a caratterizzarci.

 

Per questo l’articolo sulla Stampa ci ha sorpreso: sia perché non cita nomi del MPPU, sia perché ci accosta a movimenti ecclesiali come i Neocatecumenali, che stimiamo, ma con i quali non abbiamo mai organizzato alcuna lista civica a livello nazionale e tanto meno per contrastare qualcuno. Come MPPU non abbiamo ricevuto alcuna pressione da parte della gerarchia ecclesiastica per formare un fronte cattolico. Abbiamo accolto invece l’invito di papa Francesco e di Paolo VI a riscoprire la politica come la forma più alta ed esigente di carità, al servizio del bene comune e degli ultimi in particolare».

 

Il dichiararsi trasversali non rischia l'indifferenziazione dei valori a favore di un prevalente interesse per il potere?

«L’essere trasversali agli schieramenti non ci ha reso indifferenti ai valori. E la prova sta nei laboratori parlamentari di ascolto reciproco e di condivisione che abbiamo organizzato nelle sedi del Senato e della Camera su temi come la famiglia, il lavoro, la povertà, l’azzardo.

 

Sulle unioni civili ci siamo confrontati in due laboratori nel 2015, per favorire attraverso diversi emendamenti la distinzione tra famiglia e formazioni sociali, come sono di fatto le unioni civili. Abbiamo lavorato per arginare la deriva di una possibile pratica all’estero della maternità surrogata, condannata da esponenti dello stesso movimento femminista.

 

Ci siamo esposti formalmente con una lettera al ministro Boschi e a tutti i capigruppo, invitandoli alla prudenza e a valutare le gravi conseguenze sociali a danno dei bambini, non nati da precedenti relazioni matrimoniali ma “commissionati”, a pagamento, all’estero a donne magari povere. E questo solo per affermare il diritto di avere un figlio a tutti i costi. Abbiamo chiesto, e ci pare di averla ottenuta, di lasciare libertà di coscienza ai singoli parlamentari, senza ingerenze governative o discipline di partito.

 

Sulla povertà non abbiamo esitato a criticare il Governo sull'insufficienza delle risorse previste nella legge di Stabilità e nel Seminario organizzato anche con Città Nuova, abbiamo coinvolto il sottosegretario alle politiche sociali Bobba e parlamentari del Pd, M5S, Ncd e Sinistra italiana. Noi sosteniamo il Reddito di inclusione sociale nell’Alleanza contro la povertà e siamo insoddisfatti per quanto ad oggi è stato fatto o meglio non è stato fatto».

 

Il vostro metodo di lavoro quali altri risultati ha prodotto?

«Sul contrasto al gioco d’azzardo, ad esempio, ci siamo impegnati in 110 Slot Mob in tutta Italia e abbiamo elaborato interventi mirati nei riguardi dei gruppi parlamentari, del sottosegretario all'economia e alle finanze, Baretta e del ministro Boschi per avvertire il governo Renzi delle sue derive su questo campo. Il ritiro a giugno del pessimo decreto sui giochi e la conversione in divieto, sia pure parziale, della pubblicità sull’azzardo, ha dato ragione a noi, alla rete Slot Mob ed all’intergruppo parlamentare che si è costituito attorno a questo tema. Il lavoro di un Movimento tra cittadini rende possibile anche l’incidenza in campo politico».

 

Laici, credenti, non credenti. Chi aderisce o può aderire al MPPU ?

«Laici di diverso credo o senza riferimenti religiosi o addirittura appartenenti ad altre religioni, aderiscono già al Movimento. Chiara Lubich, che ne è stata l'ispiratrice, si è rivolta sempre a tutti, vivendo quella fraternità universale in grado di abbracciare ogni persona, prima della sua stessa appartenenza religiosa o partitica. Il pluralismo di pensiero politico per il MPPU è una ricchezza e non un problema.

Siamo un laboratorio veramente nuovo e interessante, che sul territorio ha dato vita a scuole di partecipazione per formare i giovani al servizio civile della propria comunità. Chi ci incontra lo riconosce. Per questo non possiamo chiuderci in piccoli perimetri elettorali contro il Governo o a favore di qualche legittimo avversario, come il quotidiano torinese ha immaginato. Il nostro orizzonte è molto più ampio: è la fraternità universale della famiglia umana».

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