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Mondo > Esteri

L’Irlanda alla guida dell’Unione Europea

di Fabio Di Nunno

- Fonte: Città Nuova

Fabio Di Nunno, autore di Città Nuova

Si è aperto il semestre di presidenza di turno dell’Irlanda, con un programma semplice ma ambizioso

Il primo ministro irlandese Michael Martin interviene durante la presentazione del programma di attività della Presidenza irlandese, nel corso della sessione del Parlamento europeo a Strasburgo, Francia, il 7 luglio 2026. EPA/OLIVIER MATTHYS

Il 1° luglio 2026, l’Irlanda ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea (Ue), in un momento di continua instabilità geopolitica e pressioni economiche, con la guerra della Russia contro l’Ucraina ancora in corso, il conflitto in Medio Oriente e la frammentazione del commercio globale che pesano sulla competitività europea.

Il suo motto, “Forza nell’unità”, sintetizza un programma che mira a realizzare la competitività europea, i valori europei e la sicurezza europea. L’Irlanda, il 5 novembre 2025, ha aperto una consultazione pubblica online sulle priorità relative alla sua presidenza dell’Ue, un’iniziativa innovativa i cui risultati offrono un modello per una governance più trasparente, democratica e inclusiva in Europa. Alla consultazione hanno partecipato 484 individui, gruppi della società civile, imprese, accademici e organismi rappresentativi.

Ai partecipanti sono state poste 5 semplici domande a cui rispondere, di cui una aperta: quali dovrebbero essere le priorità tematiche principali che l’Irlanda dovrebbe scegliere per la sua presidenza del Consiglio nel 2026; quali aree politiche e proposte legislative specifiche dovrebbero essere al centro dell’attenzione della presidenza irlandese del Consiglio nel 2026 e quali obiettivi dovrebbe prefissarsi la presidenza irlandese in questi ambiti; in che modo l’attività del Consiglio durante il mandato della presidenza irlandese può avere l’impatto positivo più significativo per le persone, le imprese e le comunità nell’Ue; come possiamo comunicare al meglio i valori e i vantaggi dell’adesione all’Ue ai suoi cittadini e creare un senso di appartenenza tra i cittadini alla presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue.

La presidenza irlandese dell’Ue intende guidare i lavori del Consiglio dell’Ue con una fitta agenda legislativa e politica, dovendo sviluppare alcune questioni strategiche, come i negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, di cui è iniziata la discussione per stabilire i futuri bilanci dell’Ue.

Presidenza irlandese dell’Ue è convinta che, nonostante le difficoltà, l’Europa ha i mezzi per agire con determinazione in settori vitali, come la competitività, promuovendo la prosperità e il benessere, i valori europei, difendendo le fondamenta imprescindibili dell’Ue, la sicurezza, per proteggere i cittadini. Questi sono i temi centrali della presidenza irlandese dell’Ue, temi interconnessi che si rafforzano a vicenda. Altre priorità sono il continuo sostegno all’Ucraina e l’impegno globale, rafforzando e stabilizzando le relazioni dell’Ue con i Paesi vicini e con i nostri partner nel mondo, in particolare il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America.

Ancora, la presidenza irlandese dell’Ue, convinta che sia necessaria una solida base finanziaria, intende adoperarsi per facilitare un accordo tempestivo sul bilancio dell’Ue per il periodo 2028-2034, definendo un nuovo Quadro Finanziario Pluriennale che consenta all’Ue di affrontare le sfide del futuro, sostenendo al contempo le principali politiche esistenti, come la Politica agricola comune e la Politica di coesione.

La presidenza irlandese dell’Ue del 2026 sarà la prima da quando l’irlandese è diventato una lingua di lavoro a pieno titolo dell’Ue nel gennaio 2022. Pertanto, la presidenza irlandese dell’Ue intende dimostrare l’impegno dell’Ue per la diversità linguistica integrando l’irlandese nei lavori del Consiglio dell’Ue, nelle comunicazioni ufficiali e negli eventi culturali.

Una delegazione della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece) e della Conferenza delle Chiese Europee (Cec) ha incontrato Micheál Martin, primo ministro irlandese, a Dublino, lo scorso 9 luglio 2026. La delegazione era guidata da mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina, presidente della Comece, e da mons. Michael Jackson, arcivescovo di Dublino, in rappresentanza della Cec, nonché da presuli delle diocesi irlandesi. Durante l’incontro, la delegazione ha presentato le sue principali idee in merito alle priorità e al programma della presidenza irlandese dell’Ue.

Tra i temi discussi la coesione sociale, i valori europei condivisi, il consolidamento della pace, la competitività e la sostenibilità, le politiche in materia di migrazione e asilo, la cooperazione umanitaria e allo sviluppo e un processo di allargamento dell’Ue credibile e incentrato sui cittadini, non solo come necessità geopolitica, ma anche come fonte di speranza per i cittadini di tutta l’Europa.

I presuli hanno incoraggiato la presidenza irlandese dell’Ue a rafforzare la capacità dell’Ue di costruire il consenso, promuovendo la coesione sociale e l’unità e rinnovando l’impegno verso la visione fondante dell’Ue, ma hanno anche sottolineato la necessità di affrontare la povertà, nonché di promuovere lo spazio civico contrastando l’esclusione e la crescente polarizzazione delle società europee.

Grande attenzione è stata dedicata alla promozione di una pace giusta e duratura nel vicinato dell’Ue e oltre. Inoltre, riconoscendo l’importanza di rafforzare la difesa europea nel contesto della crescente instabilità internazionale e dell’erosione del multilateralismo, la delegazione delle Chiese europee ha incoraggiato la presidenza irlandese dell’Ue a sostenere lo sviluppo di una strategia europea per la pace, fornendo un quadro più ampio e approfondito incentrato sulla costruzione della pace, la prevenzione dei conflitti e la riconciliazione.

La delegazione, inoltre, ha riconosciuto gli sforzi della presidenza irlandese dell’Ue a promuovere la prosperità e la competitività, sottolineando che la crescita economica deve sempre essere al servizio delle persone, rispettare il Creato e perseguire il bene comune, sottolineando che questi principi dovrebbero applicarsi anche all’innovazione tecnologica, compresa l’intelligenza artificiale.

In vista dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale, la delegazione ha incoraggiato la presidenza irlandese dell’Ue a mantenere un forte sostegno alla coesione sociale, all’azione umanitaria e alla cooperazione allo sviluppo.

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