La vita, la nascita, ZENIT

Sono trascorsi quarant’anni di vita del Gen Rosso, e per festeggiare questa lunga carriera è nato Zenit, un progetto musicale che racchiude in un cd le canzoni più belle e identificative dell’Internatiolnal Performing Arts Group, rivisitate attraverso arrangiamenti inediti e, soprattutto, interpretate da prestigiosi cantanti (Multimedia San Paolo, euro 17,50). Zenit è la somma della volta celeste, ossia il punto di intersezione fra la linea perpendicolare al suolo dell’osservatore ed il cielo. Queste le parole che si notano all’interno della ricca copertina dell’album. Ma oltre alle idee, alla storia, alla passione, il grande merito del Gen Rosso è quello di far nascere nella gente quella ricerca di senso, di forza, di voglia di cantare e di continuare a vivere non appena lo si ascolta. Play. Quando il cd comincia a roteare si ripercorrono le canzoni che hanno accompagnato intere generazioni, e che sono state sicuramente le più applaudite e cantate durante le 2 mila performance e le 170 tournée che hanno attraversato ben 43 nazioni. Musica dell’ anima, un pezzo inedito interpretato dal Gen Rosso, fa da guida alla navigazione nell’album ma ancor di più è qualcosa che ti spinge a stare in piedi contro il vento/ a cercare nelle cose spente/ ancora un nuovo senso. Di traccia in traccia, meglio di porto in porto, vista la simpatica barchetta rossa in copertina, vengono fuori le anime di questo album che è sicuramente sorprendente per il numero di interpreti presenti. Antonella Ruggiero è riuscita a rendere con il suo stile inconfondibile un brano così intenso come Sognando. Francesco Guccini con il parlato sotto Lavori in corso fa suo un testo come solo pochi maestri sanno fare. Gli altri interpreti: Rosalia Misseri canta Angeli, Kate Kelly interpreta You came by my way, Francesco Silvestre dei Modà alle prese con Cerco la tua voce, Paola Stradi del Gen Verde rivive Desolata, e infine Cheryl Porter canta Resta qui con noi del 1984. Per un totale di undici pezzi. Per il Gen Rosso avvalersi dell’esperienza di interpreti ben noti del panorama musicale contemporaneo è significato non solo far conoscere al grande pubblico la cultura, i valori, il patrimonio di emozioni che contraddistinguono il percorso artistico del Gen Rosso, ma condividerne la grande ricchezza di valori. Multietnico per cultura, ecumenico per vocazione, altoparlante musicale di amore, pace e fratellanza, in quarant’anni di attività ed entusiasmo, il Gen Rosso si è affermato come una fra le realtà più mature della musica ispirata ai valori del cristianesimo. Musicisti, cantanti, ballerini e tecnici, uniscono il proprio bagaglio professionale e umano per dare vita a una esperienza musicale unica e coinvolgente: Vivere e poi cantare. Proprio per questo Zenit è un progetto che è orientato a diffondere e promuovere una cultura solidale anche attraverso alcune iniziative: il ricavato delle vendite del cd, ad esempio, contribuirà a finanziare un nuovo Centro multiculturale e interreligioso in favore del dialogo tra i popoli a Gerusalemme. Questo l’obiettivo attuale del Gen Rosso (www.genrosso.com) che aspetta di essere ascoltato con la consapevolezza che quindi ogni punto della terra avrà il suo zenit, e poiché la Terra è sempre in movimento anche il suo zenit sarà sempre diverso. LA NASCITA Un anziano monaco riceve un giovane discepolo per la sua prima lezione. Ti farò tre domande, gli dice. La prima: Qual è il contrario del bianco?. Il nero, risponde l’allievo. Bene, dice il maestro. E il contrario del giorno?. La notte, replica pronto il neofita. Bene, ma attenzione, rifletti bene, ecco la mia ultima domanda. Cosa è il contrario della vita?. Il giovane buddhista si concentra per parecchi minuti e risponde: Maestro, non vedo che una risposta, la morte. Sbagliato – conclude allora l’anziano monaco – il contrario della vita è la nascita. 40 ANNI NEL LOGO CHE CAMBIA La stella a dieci punte viola, che simboleggia un’esplosione viene usata dal Gen Rosso nei primissimi spettacoli fin da metà degli anni Sessanta. In un contesto storico come quello della beat generation, il Gen Rosso deve la sua nascita a Chiara Lubich che crebbe in quel gruppo di ragazzi che suonava in un capannone. Col finire degli anni Ottanta dopo alcuni album storici come Una storia che cambia (1984), nel 1987 il Gen Rosso ha finalmente un logo che lo identifica chiaramente. La G diventa una freccia che si incontra con la freccia rossa che parte dalla E a simboleggiare il dialogo e la voglia di rendere partecipe il proprio pubblico, con un movimento attorno al nome, che richiama la struttura di un teatro. A ridosso del Duemila, il logo riceve un forte input creativo da alcuni grafici tedeschi che ripropongono la stella dei primi tempi, non più a dieci punte, con in più due baffi. Le due stringhe creano movimento e prendono le sembianze della coda di una stella. I colori fanno il resto, per un marchio che sintetizza bene la vita della band che non a caso fa del costante movimento il suo primo biglietto da visita.

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