Kenya, ancora corruzione

Arrestato il ministro delle Finanze keniota per una operazione scandalosa riguardante due dighe e un importo fasullo di 630 milioni di dollari finiti chissà dove
AP Photo/Khalil Senosi

Un nuovo caso di corruzione sta scuotendo Nairobi, che coinvolge un ministro in carica. Henry Rotich, il ministro delle Finanze e più di venti persone sono da martedì mattina in tribunale.

In questione la costruzione di due dighe nella Rift Valley il cui importo di 630 milioni di dollari sarebbe stato gonfiato. Naturalmente, Henry Rotich ha negato tutte le accuse contro di lui, così come gli altri 16 imputati. Gli avvocati della difesa hanno chiesto che i presenti all’udienza venissero rilasciati dietro cauzione, in attesa dell’inizio formale del processo.

Il pubblico ministero non si è opposto, ma ha posto delle condizioni: tutti devono consegnare il passaporto, impegnarsi a non andare in ufficio o rivolgersi ai testimoni. Come risultato diretto di questa notizia, il ministro dell’Economia francese, Bruno Lemaire, ha rinunciato alla sua visita in Kenya perché non ha potuto incontrare la controparte keniota.

Henry Rotich, uno dei pilastri del governo del presidente Uhuru Kenyatta, ha così trascorso la notte tra il lunedì 22 e il martedì 23 luglio dietro le sbarre. Al termine di un’indagine di più mesi, il procuratore generale, Noordin Haji, ha annunciato il suo arresto per corruzione e frode, nell’ambito dello “scandalo delle dighe” avviato nel 2015. Il progetto avrebbe dovuto costare 46 miliardi di scellini (397.188.043 euro).

Tuttavia, è un prestito di 63 miliardi di scellini (543.974.928 euro) che è stato contratto dal Tesoro. Sono 17 miliardi in più, oltre a centinaia di milioni rilasciati (compresa la compensazione del suolo) per queste infrastrutture che non hanno mai visto la luce. Perché, ciliegina sulla torta, il contratto era stato aggiudicato alla società italiana Cmc di Ravenna, anche se la società era in liquidazione.

In un Paese indebolito dalla corruzione, questo è l’inizio di un processo fuori dal comune. L’attivista John Githongo ha detto che spera che il caso venga trattato in modo diverso dal solito. «Casi simili hanno fatto molto rumore prima di finire in un fiasco. Ci sono state pochissime condanne e alti funzionari condannati hanno trascorso in carcere meno di due anni», ha detto.

Il ministro delle Finanze non è il primo arrestato in questo contesto, ma è il più eminente. «Henry Rotich è uno dei dieci leader più importanti del Paese», analizza Samuel Kimeu, direttore locale della Ong Transparency International, che colloca il Kenya al 144° posto sui 180 delle sue classifiche a proposito del tasso di corruzione.

L’arresto del ministro segna comunque un passo in avanti nella guerra alla corruzione che Uhuru Kenyatta ha voluto per il suo secondo e ultimo mandato.

 

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