Indice di gradimento

Martedì, ore 11, Raitre Non c’è dubbio. Il cd è più affidabile del vinile, l’I-pod funziona meglio del grammofono. Ma spesso non è la tecnologia più innovativa a riprodurre la musica più bella. Talvolta i suoni più fedeli, quelli più emozionanti, gli unici che sanno toccare le corde, non vengono dall’hi-fi ma da strumenti considerati superati, magari già abbandonati in soffitta. Con rispetto parlando, è questo che si pensa quando compare per un’ora in video Enza Sampò, conduttrice di Indice di gradimento ospitato all’interno di Cominciamo bene. La si guarda e non si capisce come mai abbia spazi risicati una signora così per bene, elegante, una grande professionista con il pallino del servizio pubblico come lei. Ha un curriculum lungo chilometri, una presenza in video ancora gradevole, porta rispetto per chi è a casa eppure al momento per lei c’è a disposizione solo una piccola rubrica. E anzi. Per fortuna che c’è chi non si è dimenticato dell’ex inviata di Campanile sera. Indice di gradimento è infatti un programma ben fatto, oltre che quanto mai opportuno. La Sampò prova a criticare la tv non andando dietro ai numeri ma alla sostanza, non alla quantità ma piuttosto alla qualità di quel che va in onda. Nelle sedi regionali della Rai dicono la loro famiglie normali, coppie qualunque, rappresentanti di un’Italia che sfugge al campione Auditel. Possono parlare liberamente, devono giudicare le trasmissioni e spesso danno voti pesanti ai programmi tv non graditi. Lo fanno sempre con garbo, con rispetto per chi ha lavorato a tali prodotti, ma senza peli sulla lingua, senza sconti, senza dover darne conto al marketing, o a interessi superiori. Finalmente chi paga il canone ha il diritto di dire la propria, di stroncare le volgarità, di lodare quel che vale. Con la gente comune, la Sampò ospita anche personaggi celebri e non risparmia domande dirette agli interessati seppur presentate con rispetto e senza aggredire. L’impressione generale è di una trasmissione che mancava. La tv ama infatti parlare di sé, è fortemente autoreferenziale, si cita addosso, ma solo per rilanciare pettegolezzi e per promuovere personaggi. Non ama che qualcun altro parli di lei. Soprattutto non sopporta la critica. A parte Il grande Talk che va in onda il sabato mattina quando l’Italia è ancora a letto, non c’è altro. Che la Sampò lo faccia, seppur per una sola volta la settimana, è una buona notizia.

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