Grecia: lotta per la sopravvivenza

Sbloccata un’altra tranche di aiuti, ma il debito non viene alleggerito. La società è allo stremo, mentre si degradano stili di vita e morale quotidiana. Il commercio di ovuli femminili

Finalmente una tranche di 8, 5 miliardi di euro è stata sbloccata dall’Eurogruppo nell’ambito del Programma di salvataggio della Grecia. Però l’ottimismo è ancora prematuro da parte greca, per varie ragioni: compromessi e promesse da parte delle istituzioni europee non bastano infatti a consolare una società che continua a soffrire gravemente.

Negli ultimi mesi il governo greco ha investito molto sullo sblocco di questa tranche di aiuti, sull’alleggerimento sostanziale del debito pubblico e sull’inclusione del Paese nel Quantitative Easing (QE) della Banca Centrale Europea. In effetti, Tsipras ha promesso tutto questo nel tentativo di convincere i suoi deputati a votare le ultime misure di austerità la settimana scorsa e “vendere” queste misure all’opinione pubblica. Però il suo tentativo non ha avuto i risultati previsti. Tranne la tranche di aiuti, che è stata effettivamente sbloccata, l’alleggerimento del debito e la QE sono stati rimandati a dopo la conclusione del programma nel 2018.

Per quanto riguarda il ruolo del Fondo Monetario Internazionale, è stato raggiunto un compromesso, nel senso che il Fmi rimarrà nel programma greco, come voleva la Germania, però senza contributi finanziari visto che continua a considerare il debito ‘non sostenibile’. Alla fine del programma, nel 2018, a condizione che il debito sia divenuto sostenibile, il Fondo potrà sborsare due miliardi di dollari come contributo se la parte greca ne avrà bisogno e lo chiederà.

Inoltre, le istituzioni europee hanno promesso che supporteranno la Grecia nel suo tentativo di tornare sui mercati finanziari internazionali a fine programma, nell’agosto 2018. L’Eurogruppo ha chiesto alle istituzioni europee di lavorare insieme con il governo greco su una serie di programmi di investimento, usando non solo i Fondi Europei ma anche la Banca Europea d’Investimenti. Un’altra possibile novità era l’inclusione della proposta francese che associa lo sviluppo dell’economia greca con la percentuale dell’alleggerimento del debito (più sviluppo, più alleggerimento). Ma anche in questo caso i dettagli saranno stabiliti nel futuro.

Nell’Eurogruppo non sono mancate le dichiarazioni dalla parte di Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze tedesco, secondo il quale questo accordo non è molto diverso da quello che c’era sul tavolo nel precedente Eurogruppo del 22 maggio, e Tsipras avrebbe usato questo tempo solo per motivi di comunicazione politica. Anche se questo tipo di dichiarazione non è politically correct, sembra pero che non sia molto lontano dalla realtà, come non è lontano dalla realtà l’accusa del ministro tedesco secondo cui mancano ancora misure per i potenti economicamente, mentre pagano solo le classi più deboli e più facilmente controllabili, come i pensionati e i dipendenti del settore pubblico.

Intanto, la società continua a soffrire: i pensionati subiscono la 14sima riduzione delle loro pensioni, stipendi e diritti dei dipendenti sia del settore pubblico che privato vengono ridotti, piccole aziende e negozi chiudono ogni giorno, la disoccupazione rimane altissima, la più grande d’Europa, mentre i giovani scappano all’estero. La popolazione invecchia e i genitori abbandonano i loro bambini davanti agli ospedali, alle chiese o alle istituzioni previdenziali.

C’è anche qualcos’altro: sembra che la morale di gran parte della gente stia cambiando. Nella lotta per la sopravvivenza si riducono le resistenze molali da ogni punto di vista. Per esempio, ogni giorno aumenta il numero delle giovani donne, da 19 ai 35 anni, disoccupate, che vendono i loro ovuli per cinquemila euro, disposte a farlo fino a dieci volte, il numero massimo permesso dalla legislazione.

Anni fa erano pochissime quelle che lo facevano, e solo per aiutare altre donne che avevano problemi, ma ora, secondo una recente ricerca, lo fanno solo per soldi. Sembra che a nessuno interessino le conseguenze sociali della crisi, basta che i numeri (economici) siano quelli previsti.

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