Gli appuntamenti internazionali del nuovo governo

Nello scacchiere mondiale è sempre più difficile tutelare gli interessi italiani. L’atteggiamento ambiguo e talvolta conflittuale, su questi temi, dell’alleanza giallo-verde

Lo scenario internazionale attuale presenta molte sfide, ma anche tante opportunità per un Paese come l’Italia che si trova al centro del Mediterraneo. Il nuovo governo italiano presieduto da Giuseppe Conte è sostenuto da due gruppi parlamentari che talvolta hanno mostrato attitudini divergenti, ma hanno firmato un contratto di governo dove non sono contemplati tutti gli aspetti geopolitici che riguardano l’Italia. Sicuramente si intende arrestare i flussi migratori, incrementare i rimpatri ed incidere sulla governance europea.

Le questioni europee sono sicuramente quelle più stringenti per l’Italia, in considerazione dei vincoli di bilancio che attualmente sembrano incompatibili con il contratto di governo gialloverde. Sebbene l’Italia sia rappresentata nelle istituzioni dell’Unione europea (UE) dai singoli ministri che si riuniscono in base alle questioni da discutere, sicuramente un ruolo preminente è rivestito dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, e dal ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, più volte ministro, esperto di questioni europee, ben visto a Bruxelles e abile nei cosiddetti negoziati a geometrie variabili, cioè quelli nei quali vengono cercati i partner più appropriati per ogni singola questione da discutere.

La scelta di insediare Paolo Savona al ministero degli Affari Europei è una scelta simbolica rilevante perché, nonostante questo ministero si occupi soprattutto di applicazione delle norme europee, sarà interessante vedere come tale ruolo sarà esercitato. Di certo, il governo Conte intende porre al centro del dibattito il tema della rivisitazione di alcune regole europee considerate troppo stringenti.

L’Italia dovrà affrontare presto degli importanti appuntamenti internazionali. Innanzitutto il G7 in Canada, dove Conte farà la sua prima comparsa internazionale l’8 e 9 giugno, che affronterà la questione dei dazi imposti dall’amministrazione Trump e che può avere un effetto negativo sulle esportazione dei prodotti italiani. Altrettanto importanti saranno le prossime riunioni su temi economici dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, previste a Bruxelles il 21 e 22 giugno.

Poi, Conte parteciperà al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, nel quale si discuterà del prossimo bilancio UE, della revisione delle regole sull’immigrazione, ma anche del mantenimento dell’accordo con l’Iran sul nucleare e degli impegni assunti con la Libia, dove il governo guidato da Fayez al-Serraj è sempre più debole. L’Italia deve tentare di ottenere una fetta di bilancio adeguata alle sue esigenze, soprattutto a vantaggio delle politiche di sostegno alle regioni meridionali, ma deve anche garantirsi un supporto non solo economico nella gestione dei flussi migratori.

Inoltre, l’Italia deve confermare i buoni rapporti con l’Iran con il quale ha firmato degli accordi commerciali da trenta miliardi di euro, nonché tutelare le posizioni petrolifere dell’Eni in Libia. Altrettanto importante è la questione delle sanzioni verso la Russia, con le quali l’Italia aveva un importante volume di esportazioni e verso la quale la Lega ed il Movimento 5 stelle hanno mostrato il desiderio di intrattenere relazioni più cordiali (del resto, nel 2017, la Lega ha sottoscritto un accordo di cooperazione e collaborazione con Russia Unita, il partito di Vladimir Putin). Per questo è particolarmente importante il prossimo Consiglio Atlantico, l’organo di vertice della Nato che si riunirà a Bruxelles l’11 e 12 luglio 2018.

Gli aspetti commerciali sono un elemento cruciale nelle relazioni internazionali, soprattutto in un mondo globalizzato. Per l’Italia si aprono enormi opportunità lungo le nuove vie della Seta, quelle vie dei commerci delle quali la Cina si è fatta promotrice. Pertanto è fondamentale che le infrastrutture italiane (porti, aeroporti e ferrovie) si adeguino per accogliere le merci che potrebbero giungere dall’Oriente. L’atteggiamento ambiguo e talvolta conflittuale circa le politiche infrastrutturali del nostro Paese, insito nell’alleanza gialloverde, non è certamente d’aiuto a chiarire quale ruolo intenda svolgere l’Italia in questo nuovo assetto geopolitico.

Nello scenario internazionale rivestono importanza anche gli impegni militari dell’Italia all’estero, che alcuni esponenti dei partiti che sostengono il governo Conte hanno manifestato di volere ridiscutere. Il Parlamento precedente aveva infatti approvato nuove missioni militari in Africa, in particolare in Niger e Tunisia, oltre che un rafforzamento del contingente italiano in Libia, mentre il governo Gentiloni aveva previsto una riduzione dell’impegno militare in Iraq e in Afghanistan.

Queste scelte denotano l’esigenza di aumentare la presenza in Africa, dove i soldati italiani sono presenti anche nel Sahara Occidentale e nella Repubblica Centrafricana, senza far crescere complessivamente il numero dei soldati impegnati nei teatri di guerra, sebbene la missione in Niger non sia mai iniziata per l’opposizione del governo nigerino. Elisabetta Trenta, nuovo Ministro della Difesa, docente di intelligence alla Link Campus University e presidente del consorzio Criss (Consortium for research on intelligence and security services), conosce bene la realtà libica dove l’interesse dell’Italia è la lotta al traffico di persone e alla diffusione del jihadismo. Il Niger è un punto di snodo fondamentale nel traffico di essere umani e il Governo italiano deve ridefinire le sue relazioni con il paese africano.

Infine, non bisogna trascurare le problematiche legate alla sicurezza cibernetica, considerati i sempre più frequenti episodi di guerra cibernetica tra gli Stati che hanno un impatto notevole sulla vita dei cittadini dal punto di vista della sicurezza, della salute, dell’economia e della vita democratica.

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