A Genova scatta il “Mozzicone day”

Dopo una prima iniziativa in piazza Palermo, il primo agosto si replica in piazza Paolo Da Novi dalle 18. Oltre a ripulire la città, l'obiettivo è di riuscire a recuperare e smaltire le componenti inquinanti delle cicche di sigaretta.

A Genova prosegue un’iniziativa ecologica chiamata “mozzicone day”. Era stata presentata in piazza Palermo e, visto il successo, si ripeterà. Il prossimo appuntamento sarà in piazza Paolo Da Novi giovedì 1 agosto, con inizio raccolta dalle ore 18.

Nel corso del primo raduno, una signora col cane, tutta entusiasta dell’idea, guardava la “raccolta” in piazza Palermo e commentava: «Avevano detto che uomini della polizia municipale avrebbero fatto le multe a chi buttava i filtri per terra. Li ha visti lei?». Le dico di no e che nemmeno li ho visti multare i proprietari di cani che non raccolgono gli escrementi lasciati dai segugi. «Già le multe però – riprende la scignôa in dialetto zenéize – le fanno ai poveri che chiedono l’elemosina o che dormono lungo i marciapiedi dicendo che sono contro il decoro urbano».

Ma come si svolgerà la raccolta dei mozziconi? «Noi – spiega Alessandro Venzano, promotore dell’iniziativa – concentreremo la nostra attenzione ambientale vicino agli alberi e sotto le panchine dove, alcuni fumatori distratti, perdono qualcosina di troppo. Vi aspettiamo con il sorriso» e anche con gustosi premi. Il gruppo di bambini che raccoglierà più mozziconi, infatti, aggiunge Venzano, «sarà premiato con un buon gelato. Gli altri, anche! L’adulto vincente, invece, sarà premiato con una sorpresa. Intervenite con guanti, paletta, scopino e con un grande sorriso».

L’idea dell’iniziativa ecologica cittadina piace, interessa, e non è la prima. Precedentemente, infatti, c’era stata “Zena netta”, promossa dai cittadini del centro storico, per raccogliere l’immondizia abbandonata. E ora è la volta dei mozziconi. Tremilacentonovantotto ne ha raccolti, ad esempio, in un’ora il consigliere del municipio Centro Est, Alberto Cattaneo, in piazza Matteotti, davanti a palazzo Ducale. «Genova – afferma – può diventare il primo grande comune italiano in cui si recuperano e si riciclano i mozziconi di sigaretta. Seguiremo l’esempio di città come Vancouver, che estrae l’acetato di cellulosa dai mozziconi, che sono tra gli oggetti tra i più inquinanti, per creare nuovi prodotti».

La proposta della sinistra riguardante l’organizzazione del recupero e riciclo dei mozziconi di sigaretta è stata approvata di recente in consiglio municipale. L’idea è che dal municipio Centro- Est parta un progetto pilota che non solo radunerà, installando appositi raccoglitori, i mozziconi, ma li inserirà nel sistema del riciclo dei rifiuti. «C’è una start up che ha vinto l’edizione 2017 della SmartCup Liguria, che ha sviluppato una tecnologia per la conversione del carbonio contenuto nei rifiuti, specialmente sigarette, in un prodotto che si possono commercializzare».

Pare siano parecchi i Comuni italiani che hanno dichiarato guerra alle sigarette, ma la legge che vieta l’abbandono di mozziconi non viene pressoché applicata. «I mozziconi – spiega Cattaneo – contribuiscono in gran parte a quello che si chiama “littering”, con cui s’intende il degrado di strade, piazze, parchi o mezzi pubblici con l’abbandono sconsiderato di rifiuti, che porta ad un aumento dei costi per quanto riguarda i servizi di pulizia. L’abbandono dei mozziconi di sigaretta non è soltanto un problema di degrado, ma deve essere considerato come una fonte di inquinamento reale. I mozziconi sono il rifiuto più inquinante e nel Mediterraneo rappresentano il 40% della spazzatura, a fronte del 9,5% rappresentato dalle bottigliette di plastica».

La proposta dei consiglieri del Municipio Centro Est è quella di installare targhette fissate al suolo, accanto ai tombini, per sensibilizzare i cittadini sul tema dell’inquinamento idrico. La dicitura sarà: “Non gettare la sigaretta. Il mare inizia qui”. I consiglieri del Municipio sono fiduciosi, non buttare i mozziconi per terra deve entrare nelle abitudini di tutti, e Genova, con un centro storico così prezioso, deve diventare apripista nazionale su un nuovo modo di gestire quella che è una emergenza silenziosa che causa inquinamento del mare, altro bene fondamentale della città.

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