Cassa Depositi e Prestiti, non rompere il salvadanaio

Con la scelta del governo, 800 milioni di euro verranno utilizzati per aggiustare i conti pubblici sotto esame Ue, invece di essere destinati a necessari investimenti strategici per la nostra economia

Nell’assemblea di approvazione bilancio 2018 della Cassa Depositi e Prestiti Spa (CDP) si era deliberata la distribuzione ai soci del sessanta per cento degli utili: il Ministero di Economia e Finanze (MEF) che possiede l’83% del capitale di CDP aveva ottenuto per i suoi conti un contributo di 1,3 miliardi di Euro.

Come è buona pratica in quell’assemblea si era accantonato il rimanente quaranta per cento per il finanziamento delle nuove attività dell’azienda, una decisione particolarmente opportuna, visto che il MEF molto spesso chiede a CDP interventi finanziari per scongiurare la acquisizione di aziende strategiche da parte di capitali esteri o per  salvaguardare posti di lavoro in aziende in difficoltà, non ultimo il caso di Alitalia.

In questi giorni però il MEF ci ha ripensato: per offrire oltre alle varie ipotesi astratte qualcosa di tangibile in occasione della presentazione dei conti italiani all’Unione Europea che aveva giudicato scorretti quelli presentati precedentemente, il MEF vi ha inserito una ulteriore entrata certa, gli 800 milioni di Euro recuperati facendo distribuire a CDP anche del quaranta per cento degli utili in precedenza accantonati.

Poco tempo fa la CDP aveva raccolto un miliardo di Euro dai risparmiatori emettendo delle obbligazioni a sette anni, offrendo un tasso attraente per i risparmiatori, quindi oneroso per essa; obbligazioni che non avrebbe emesso se non avesse avuto bisogno di liquidità, forse anche perché meno alimentata dai Buoni Postali che gestisce, che ultimamente offrono interessi miseri.

Questa decisione a qualcuno sembrerà un semplice espediente tecnico, ma a mio parere è invece preoccupante: scippare tutti i liquidi appena raccolti ad una società che custodisce tramite i buoni postali i sudati risparmi degli italiani e che interviene per il bene comune a salvaguardia delle attività economiche del paese, assomiglia molto al gesto del figlio scapestrato che per inseguire le sue follie rompe il salvadanaio in cui si raccolgono i pochi soldi accantonati per gli imprevisti della famiglia.

 

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