Apre la nuova Serie A

Primo atto del campionato 2019-2020 della Serie A italiana di calcio: primi botti, qualche sorpresa e un grande modello di tenacia…

“Ve l’avevo promesso”

Solo, qualche giorno fa, i medici avevano detto a Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna malato di leucemia, che i valori sconsigliavano ogni rischio. “I valori saliranno, lo so, tornate tra due giorni” la sua risposta. Ieri, domenica sera, un paio d’ore prima della partita, la sorpresa, almeno per gli altri: meno di un mese e mezzo dopo l’inizio della personale battaglia contro i dolori, per l’esordio dei suoi ragazzi contro il Verona, il mister arriva allo stadio con la mascherina, pronto in panchina al fischio d’inizio. Cappellino in testa, cerotto sul lato sinistro di un collo che regge un volto segnato, braccialetto di degente al polso, è accolto da cori d’ovazione: seduto Mihajlovic resiste poco, come la sua mascherina; dialoga coi vice Tanjga e De Leo, poi comincia a saltare su a ogni azione e ben presto in piedi ci resta, fino al 92’, quando abbandona il campo con un paio di minuti di anticipo, per tornare in ospedale. Era la sua giornata libera: “Vi avevo promesso che sarei stato con voi. E sono qui. Per qualcuno sono stato un pazzo a uscire dall’ospedale. Ma io volevo esserci. Io dovevo esserci” afferma tra i giocatori, in buona parte commossi.

La Vecchia signora… e i signori della doppietta

La nuova Juventus guidata da Maurizio Sarri s’impone di misura con un gol rocambolesco di Chiellini sul Parma, ma l’unica nota sorprendente, al di là di un gioco tutt’altro che fluido, appare la scelta del nuovo tecnico di affidarsi a un undici iniziale in cui non appare neanche un nuovo acquisto. Spumeggiante invece a Firenze l’accoglienza riservata dai tifosi al neopresidente italo-americano Rocco Commisso: in un Franchi colorato ed esaurito come ai bei tempi, il Napoli di Ancelotti, ospite, s’impone con un pirotecnico 4-3, dove Insigne e Mertens incantano la platea tra gol e giocate. Esordio viola attesissimo e ripagato anche per Boateng, subito in gol, e Ribery, entrato in un finale al cardiopalmo, in tempo per mandare in tilt difensori ed arbitro che, tuttavia, non concede un solare calcio di punizione dal limite scaturito da una sua gran giocata. Domina l’area di rigore anche Zaza, che con una doppietta regala i tre punti al Torino contro un Sassuolo puntellato e in cerca di conferme dopo la conferma in Serie A di un ottimo assetto societario in questi anni. Sempre di doppietta ferisce letalmente l’Atalanta, grazie al neoacquisto colombiano Muriel, che con due colpi da biliardo da fuori area firma una rimonta che vale il 3-2 finale dei bergamaschi contro un’ottima Spal.

Immobile chi?

A dispetto del nome, Ciro Immobile sfascia la difesa della Sampdoria come una furia, da una parte all’altra, “limitandosi” solo ad una doppietta, tanto per cambiare, grazie alle grandi parate di Audero nel 3-0 con cui la Lazio sbanca all’esordio il Marassi di Genova. A secco il capocannoniere dello scorso campionato Quagliarella: anche in questo caso, la nuova guida tecnica, firmata Di Francesco, avrà bisogno di tempo. Doppietta… quasi, per il neopromosso bomber Donnarumma, che si vede annullare un gran colpo di testa al VAR ma realizza comunque il calcio di rigore decisivo con cui il Brescia, in attesa del rientro dello squalificato Balotelli, vince a Cagliari. Grappoli di gol anche in un clamoroso Roma-Genoa 3-3, con continui ribaltamenti di fronte, giocate e uno spettacolo di tifosi e colori che fa presagire, insieme ai grandi acquisti condivisi da numerose squadra, una Serie A da ricordare.

Milano aspetta…

Il Milan del nuovo mister Giampaolo stecca clamorosamente la prima ad Udine, tramortito da un’incornata del difensore Becao e ancora imbolsito: a secco di rifornimenti il bomber Piatek e in generale tutto il reparto offensivo, per un’impostazione tattica ancora alle prime battute. Chiuderà la giornata la rinnovata Inter di Antonio Conte, che a San Siro aspetterà il neopromosso Lecce: grande attesa per i possibili esordi di Barella, Sensi, Lukaku, Lazaro e Godin; sostanzialmente mezza squadra, che guidata dalla proverbiale caparbietà dell’ambizioso tecnico, cercherà di onorare la Champions League e tentare, otto anni dopo, di porre fine all’incontrastato dominio della Juventus.

 

 

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