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Cultura > cinema

I film di Natale

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Per tutti i gusti e sensibilità. Dai cinepanettoni alle grandi star, come Meryl Streep in “Florence”, fino al ritorno di Steven Spielber con il Grande Gigante Gentile

Arrivano le feste e il cinema si fa in quattro. Ecco i cinepanettoni, che quest’anno si sfidano a colpi di (prevedibilissime) sorprese: Fuga da Reuma park del trio Aldo,Giovanni e Giacomo, Poveri ma ricchi, favola di “burini”arricchiti di Fausto Brizzi, Natale a Londra con Lillo e Greg, Non c’è più religione di Luca Miniero…

Ma per chi vuole qualcosa di diverso e non necessariamente pesante, le sorprese non mancano. Eccone alcune. Ritorna Meryl Streep alla grande con un film confezionato apposta per lei, attrice ormai dai mille volti. Stephen Frears ha creato per lei una commedia esilarante e con un filo di  malinconia, ossia Florence, la cantante stonatissima che si è fatta  passare per grande soprano applauditissimo negli Usa, grazie ai denari e al compiacente marito Hugh Grant che sceglie il pubblico adatto e allontana i critici. Naturalmente gli episodi divertenti non mancano nella vicenda davvero accaduta negli anni Quaranta del ‘900 a far capire che i dollari possono tutto. Maryl Streep è fenomenale, sfodera tutti i suoi trucchi e Grant è ringalluzzito. Il confronto con la versione francese del 2015, ambientata a Pargi, nel film Marguerite di Xavier Giannoli farebbe scegliere decisamente quest’ultimo, più brioso e lieve (uscito in dvd). Ma vale la pena vedere la grande Meryl alle prese con memorabili stonature e grasse risate. Si esce leggeri  e divertiti, pensando a quanti stonati di lusso si fanno passare per star…

ggg

Il ritorno di Steven Spielberg non passa inosservato. Il 30 sarà in sala con GGG Il grande gigante gentile. Una favola che ricorda E.T. ma non è E.T.  La storia fantastica della ragazzina orfana e del gigante amico è tratta dal classico di Roald Dahl “Il GGG” e Spielberg  l’adatta al suo gusto, raccontandola con un candore magico nella luce dell’infanzia. Soprattutto se essa è negata, come accade a Sophie, dieci anni, che di notte sui tetti dell’orfanatrofio a Londra vede gli esseri oscuri uscire a possedere il mondo. Vede anche  il gigante che la porta nel suo paese dove è tra i giganti quello buono,  servizievole e incompreso  dagli altri, rozzi, violenti e cannibali. Due creature  buone e innocenti così diventano amiche. Ma non è semplice perché i giganti sono ostili. Sophie e GGG partono allora per Londra e incontrano addirittura la regina che si convince a lottare per far fuori  i cattivissimi…

Una bella fiaba allora? Spielberg non è così ingenuo. Se l’aria è fantasiosa, gli effetti speciali concorrono a creare luci  bellissime nel mondo magico – la ragazzina  (Ruby Barnhill) è bravissima −, è il senso della storia il lato più affascinante e poetico. Spielberg  ritorna,come fece in E.T., all’innocenza, al contatto col “diverso” fra esseri gentili e puri. È sogno, è anche la vita, dipende da noi se vogliamo rimanere nell’incanto di un sogno o ingrigirci nel quotidiano. L’arrivo  di Sophie, ad esempio,  alla reggia londinese  rovescia etichette, cliché, caratteri e porta una ondata di verità e di freschezza  che rende tutti e tutto leggero, facile. Potenza del sogno o di un ideale.

È possibile ancora sognare? Per Spielberg, in questo film  dai mille risvolti oltre il candore della fiaba, certo  sì. Forse è la sfida del nostro  tempo, anche di non aver paura del “diverso”, perchè tutti hanno un cuore.

Infine, a proposito  di fantasy, ecco Assassin’s Creed con le star Michael Fassbender e Marion Cotillard, un gigantesco action-movie ispirato ad un videogioco che trasferisce ai nostri giorni i misteriosi Templari. Inutile cercare realtà storiche, qui i Templari  sono il Male alla ricerca della mela dell’Eden per togliere  la libertà all’uomo. Ambientato nel ‘400 a Siviglia (è forse la parte più bella del film), vede  l’indomito Aragon (Fassbender) lottare contro la folle Inquisizione e poi ritornare nel 2016, ri-nato dopo la morte in carcere. Fantasia allo stato puro, miscela di spettacolarità (dialoghi manierati a parte), Fassbender in pose plastiche, Marillon non troppo convinta, Jeremi  Irons cattivo.  Ma agli amanti del genere piacerà, se non altro si corre e  si vola che è un piacere.

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