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Storie > Fotogallery

Il confine di spine

Il filo spinato, detto anche “corda del diavolo”, ha una storia politica descritta dal filosofo francese Olivier Razac e che merita approfondire in questi tempi dove si alzano confini ritenuti  invalicabili proprio in quell’Europa Orientale che ha conosciuto il trauma della cortina di ferro impenetrabile. Le immagini di Agenzia riportano il lavoro della costruzione del muro di filo spinato che il governo ungherese sta ultimando di erigere a confine con la Serbia. Il sistema di recinzione è stato brevettato all’inizio nelle praterie statunitensi da Joseph Farwell Glidden nel 1874 «due fili di ferro e di una serie di spine, fatte con pezzi di filo di ferro e di una serie di spine, fatte con pezzi di filo di ferro ritorto e tagliato obliquamente alle due estremità». Ideato per recintare le terre sottratte agli indiani e per difendere la proprietà delle mandrie di bestiame, il filo spinato ha trovato la sua applicazione in campo militare nella carneficina della prima guerra mondiale nonché nei campi di prigionia e di sterminio che hanno accompagnato il cosiddetto “secolo breve”. Quel confine ostile ha finito per definire la gestione di uno “spazio totalitario” che induce, per reazione, nell’essere umano una ricerca ostinata di libertà e dignità.

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