Il 30 aprile 2026 veniva intercettata da Israele la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza con a bordo aiuti umanitari e centinaia di attivisti. Tra i fermati vi erano anche Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, rilasciato poco più di una settimana fa, il 10 maggio, dopo aver subito torture e maltrattamenti. Oggi, a soli 20 giorni da quell’accaduto, una nuova missione sta rivivendo lo stesso drammatico scenario.
Tra il 18 e il 19 maggio, infatti, la Global Sumud Flotilla è stata intercettata dalla marina israeliana mentre navigava nel Mediterraneo con centinaia di attivisti a bordo divisi su circa 50 imbarcazioni. Secondo quanto riportato da ANSA, dopo l’accaduto 87 attivisti hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’ingiustizia e per chiedere il rilascio immediato.
Nella giornata di mercoledì 20 maggio, alcuni dei 430 attivisti, dopo il sequestro, sono arrivati ad Ashdod, a sud di Tel Aviv. Sul web sta girando un video che mostra l’accoglienza in Israele, uomini e donne bendati e inginocchiati derisi dal ministro: https://www.bing.com/videos/riverview/relatedvideo?q=video+attivisti+flotilla&mid=AE3145CAB098BACBC21DAE3145CAB098BACBC21D&churl=&mmscn=stvo&FORM=VIRE.
Molti avevano criticato la missione considerata con un epilogo già scontato. Anche Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per la Palestina, considerava la la missione poco concreta. Nonostante ciò, sul suo profilo X condivide: «Massima allerta sulla Flotilla. Israele ha ricevuto il permesso di minacciare, rapire e sparare ai civili anche in acque internazionali. Benvenuti nell’Apartheid senza frontiere, che presto diventerà il Consorzio Mediterraneo dell’Apartheid. Vergogna all’Ue, principale sostenitrice di tutto ciò in questa parte del mondo».
Da ANSA arrivano inoltre numerose reazioni da parte delle autorità, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto alle autorità israeliane il rilascio immediato dei cittadini italiani coinvolti. Dalla Corea del Sud, il presidente Lee Jae Myung ha criticato duramente l’intervento israeliano. Anche alcuni rappresentanti religiosi si sono esposti, come l’imam di Firenze Izzeddin Elzir, chiedendo la liberazione degli attivisti e sollecitando una maggiore pressione diplomatica.
