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Ambiente > Ambiente

2024, anno più caldo di sempre

di Lorenzo Russo

Confermate le previsioni, superata la soglia di 1,5 gradi sopra i livelli pre-industriali stabilita dall’accordo di Parigi

Una persona cerca refrigerio dal caldo bagnando la testa in una fontanella nel centro di Milano, 24 luglio 2024. Alta pressione sul nostro Paese almeno fino al 10 agosto con temperature elevate ed il ritorno del caldo africano. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Il 2024 sarà l’anno più caldo mai registrato, il primo a superare la soglia di 1,5 gradi sopra i livelli pre-industriali stabilita dall’Accordo di Parigi. La conferma arriva dall’osservatorio meteorologico europeo Copernicus, che già a novembre aveva ipotizzato questo scenario. Il sette novembre infatti il servizio meteo Ue aveva pre annunciato che quest’anno la temperatura media globale supererà probabilmente 1,55 gradi.

Passato novembre arriva la certezza matematica. Il mese scorso infatti è stato il secondo più caldo della storia dopo quello dell’anno precedente, con una temperatura media sulla superficie di 14,10 gradi, 0,73 gradi sopra la media di novembre del trentennio di riferimento 1991-2020. La temperatura media del mese scorso è stata 1,62 gradi sopra i livelli pre-industriali, cioè prima che l’umanità iniziasse a bruciare grandi quantità di combustibili fossili.

Novembre 2024 quindi è il 16esimo mese di fila su in cui la temperatura globale della superficie terrestre ha superato 1,5 gradi dai livelli pre-industriali (1850-1900). La temperatura media da gennaio a novembre 2024 è stata di 0,72 gradi sopra la media 1991-2020, la più alta mai registrata per questo periodo, e 0,14 gradi sopra quella dello stesso periodo del 2023.

In Europa le temperature sono state superiori alla media nelle zone nord orientale e sud occidentale mentre sono risultate inferiori nella zona sud orientale.

Il nuovo parametro di riferimento affermato dal Copernicus Climate Change Service non fa sconti, sia che si parli di Paesi ricchi, sia di quelli poveri. Nel mondo tutti sono stati colpiti da disastri che gli scienziati hanno collegato alla mano dell’uomo nel rapido riscaldamento della Terra. Tutti i tentativi riparativi non sono serviti a molto per arginare il problema. Forse perché troppo pochi con scarsa influenza e collaborazione da parte di alcuni Stati più ricchi.

Copernicus sottolinea anche i cambiamenti sotto il profilo idrogeologico. Ricordiamo le precipitazioni superiori alla media nel nord Italia, in Francia, nella penisola iberica, in Norvegia, Svezia e a est del Mar Nero. Ma anche gli uragani negli Usa e la siccità in vaste aree sempre degli Stati Uniti.

Dunque che fare? Dobbiamo adattarci a questi cambiamenti – ondate di calore, piogge estreme, siccità – perché per i prossimi anni la pressione atmosferica non aiuterà. Bisogna tener conto dei cambiamenti in atto per evitare di cadere in scenari climatici peggiori dove non ci si potrà più nemmeno adattare e convivere.

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