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Cultura > Musica

Il ritorno di un grande

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova


All'Accademia romana di Santa Cecilia Grigory Sokolov suona Chopin. Una serata di grande musica con uno dei massimi pianisti della scena internazionale. Ancora in Italia nel mese di aprile con concerti a Milano e Venezia

Grigory Sokolov

Se qualcuno voglia sapere come si suona Chopin e voglia gustarlo nelle fibre più intime non perda l’occasione di assistere ad un concerto di Grigory Sokolov nelle varie città italiane a Milano, Venezia, Bergamo, Firenze e Ancona. Ieri sera era a Roma, all’Accademia di Santa Cecilia, gremita ed entusiasta, ma non quanto avrebbe meritato il pianista  russo. Che è uno dei massimi al mondo. Non perché sia un funambolo mediatico o virtuosistico, ma perché è un vero pianista, un interprete serio, preparato, silenzioso ed intimo come solo i grandi sanno essere. Perciò può affrontare Chopin, diversamente il grande polacco diventa occasione per virtuosismi egoistici o un pianismo femmineo di un falso romanticismo.

Sokolov, che alla fine ha donato una serie di bis, ha eseguito la difficile, fantasiosa Sonata n.3 in si minore, poco popolare, estroversa, ma con improvvisi squarci intimi sofferti che richiedono al pianista delicatezze ombrose, canto melodioso – alla Bellini –, scorrevolezza sognante e impeti dionisiaci.

I quattro movimenti della Sonata son tutto questo e molto di più, perché spetta ad ogni pianista estrarre dalle note altre e nuove suggestioni interiori. Sokolov ha senso del ritmo, fantasia e poesia e in più un sentimento del “respiro” del suono, della melodia che rimane lunga anche dopo che i tasti tacciono. Fraseggia sciolto come una brezza e vibra come un'orchestra. Insomma, è Chopin, ragazzo tutto fuoco e tutto anima.

Lo si sente nelle dieci Mazurche che Sokolov sciorina come altrettanti quadri dell’anima, popolare, nostalgica, furente e appassionata: cesellati ognuno dalla mano ferma e morbida di un pianista che non è più lui ma è diventato Chopin, tanto l’ha amato. Chi l’ha ascoltato, l’ha sentito. Serata memorabile, di quelle che rimangono.

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