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Cultura > Arte e Spettacolo

Cristiada, un bel film ma non per l’Italia

di Roberto Bertucci

- Fonte: Città Nuova


Andy Garcia, Peter O’Toole e Eva Longoria sono interpreti di una pellicola che denuncia la massoneria e le società segrete, i rapporti poco limpidi degli Stati Uniti con il Medio Oriente, i mancati investimenti sulle energie pulite: argomenti da censura

Una scena del film Cristiada

Ho appena visto Cristiada, un bel film, il quale mi ha più volte commosso. È un film di valore, diretto da Dean Wright e con attori del calibro di Andy Garcia, Peter O’Toole e Eva Longoria.

Affronta purtroppo un discorso scomodo, molto scomodo, perciò in molti Paesi – compresa l’Italia – è censurato nel peggiore dei modi: senza neanche ammetterlo ufficialmente.

Esso tocca alcuni interessi che “non possono” essere mostrati nella loro cruda realtà: quelli di società segrete come la Massoneria o quelli di governi pur eletti dal popolo in forme cosiddette democratiche, ma che sono – per il sistema stesso economico o ideologico che sostiene le nostre economie in crisi – il tradimento vero e profondo di ogni effettivo senso di democrazia.

Indirettamente esso parla quindi anche del coinvolgimento degli Usa nel Medio Oriente, oltre che nel Vietnam e in ogni parte del mondo dove è in gioco la libertà dei cittadini, quando però interessi non confessabili fanno tradire alla Casa Bianca e al Congresso Usa la stessa Costituzione americana. E – sempre indirettamente e anche se solo in parte – mostra perfino quanto costano effettivamente le energie rinnovabili a paragone di quelle centrate sul petrolio.

Insomma è un film da censurare, punto e basta.

Un altro tema che non potrebbe essere trascurato in un ideale cineforum su questo straordinario film storico – giacché la vicenda narrata lo fa venire continuamente in mente –, è quello di un confronto tra i due metodi di lotta, quello dei Cristeros del Messico e quello di Gandhi in India. Ma questo sarebbe ancora un altro discorso.

Il mio consiglio a tutti è di godervelo con piacere. E di far sapere a quanti più amici potete che l’originale in inglese (con sottotitoli in italiano) è – almeno per il momento – disponibile online.

Lo trovate qui

Riproduzione riservata ©

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