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In profondità > Chiesa cattolica

Un pontefice un po’ piemontese

di Tobia Di Giacomo

- Fonte: Città Nuova


Papa Francesco ha origini piemontesi. La gioia e l'orgoglio degli abitanti di queste terre

Parrocchia di San Bartolomeo

In Piemonte si fa festa. E non solo perché è terminata l’atmosfera trepidante dell’attesa del nuovo pontefice, ma perché padre Jorge Mario Bergoglio, il neo papa Francesco, è anche un po’ piemontese. E le sue origini le suggerisce anche il nome.

Nato a Buenos Aires nel 1936 Jorge Mario Bergoglio ha origini astigiane che riconducono a Bricco Marmorito di Portacomaro. Il bisnonno del cardinale abita in un cascinale sulle colline del vino con i suoi sei figli,  tra cui Giovanni Angelo Bergoglio, il nonno, che poi si trasferisce a Torino. Qui nasce il padre del nuovo pontefice, Mario Giuseppe Francesco che poi emigra in Argentina per cercare fortuna.

Bergoglio da cardinale ha mantenuto i legami con il Piemonte, e qui sulle colline astigiane rimane molta della sua famiglia di origine: dieci anni fa ha visitato Bricco Marmorito, incontrando alcuni cugini, molto interessato a conoscere la terra d'origine. Con una lettera spedita a Buenos Aires dal sindaco di Asti, Fabrizio Brignolo, era stato invitato prima del Conclave a ritornare nella cittadina astigiana per una raccolta dei più famosi “Astigiani nel mondo”. Il sindaco non immaginava la sua nomina e ora commenta: «Siamo molto contenti, emozionati ed orgogliosi che il nuovo pontefice sia di origini astigiane». Poi, in televisione, ha rinnovato l’invito.

Nell’astigiano domina una gioia pacata tutta sabauda: i residenti sono felici dell’elezione, consapevoli del difficile compito che dovrà affrontare il loro conterraneo e orgogliosi, ma con i piedi per terra, di aver un papa originario di queste terre. Il parroco di Portacomaro, don Andrea Ferrero dice emozionato: «Non lo conosco personalmente, ma sono davvero contento e prego per lui, che ha un compito importantissimo, quello di guidare la Chiesa».

Il vesvovo di Asti Francesco Ravinale commenta: «Ha scelto un nome evocativo, portatore di valori profondi. Un papa gesuita che si chiama Francesco».

Gli fa eco da Torino l’arcivescovo Cesare Nosiglia: «Il Santo Padre, che nel nome scelto richiama l'umile Poverello di Assisi, saprà portare un soffio di rinnovamento, grazie anche alla sua provenienza da un continente in cui la Chiesa ha una vita giovane e aperta a un futuro di grande crescita spirituale e pastorale. Siamo anche orgogliosi, come piemontesi, che la famiglia di papa Francesco abbia origini nelle nostre terre. Questa elezione dà il senso di una Chiesa che guarda avanti con rinnovata speranza nel Signore e, nel successore di Pietro, trova la sua roccia su cui rinnovare la fede in Cristo e la comunione dell'intero Popolo di Dio». 

A commentare c'è anche Mariangela Cotto, consigliera comunale di Asti che aveva incontrato il papa con l’associazione Piemontesi nel mondo. «Ho conosciuto papa Francesco – racconta – in occasione di un viaggio compiuto a Buenos Aires quando ero assessore regionale. L’impressione che ho avuto è di una persona di una semplicità eccezionale, che sa parlare alla gente ed è molto amato dalla sua comunità».

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