Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica

Duetto Bollani-Harding

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Invidiabile unione tra il direttore d'orchestra britannico e il nostro pianista. Chiude così la stagione dell'Accademia romana di Santa Cecilia

Bollani-Harding

Conclusione ottima della stagione all’Accademia romana di Santa Cecilia. A cominciare dalla presenza di Daniel Harding, ormai direttore in carriera. L’ex pupillo di Abbado e Rattle è un maestro formato, libero, disinvolto, precisissimo. Un gesto molto chiaro e armonioso con cui estrae il suono da un’orchestra perfetta in ogni sezione. Giovanile, aperto al contemporaneo, l’ex ragazzo di Oxford interpreta Richard Strauss e il suo poema sinfonico “Così parlò Zarathustra”. Inutile dire che la matrice da Nietzsche, ormai oggi per noi lontana, si riversa in un poema dove sensazioni, idee, impulsi si agitano in un mondo sonoro affascinante e inquietante. Quanta musica da film uscirà da questo brano, utilizzato del resto anche da Kubrick nel suo “2001 Odissea nello spazio”.

 

Quando poi Harding si unisce al talentuoso, immaginifico Stefano Bollani nel “Concerto in sol” di Ravel per piano e orchestra, la magica fusione – non confusione – tra i due sull’onda del fantasioso concerto raveliano è disturbante e fascinosa insieme. Disturbante, perché spiazza l’ascoltatore con il continuo oscillare tra classico, tonale e derive jazzistiche; fascinosa nel lunghissimo “Adagio assai”, di una liricità piana, lenta, infinita.

 

Bollani è perfetto tecnicamente, solo un poco algido, preso com’è dal lato virtuosistico. Non per nulla poi, come bis, regalerà due pezzi jazzistici di struggente fantasia. Liberissima, dato che Bollani è un musicista completo, rigoroso. Così fantasia e disciplina si intersecano e il risultato è un viaggio liberante nel sogno.

 

L’ultima parte del concerto prevede una suite dal balletto “Daphnis et Chloè” di Ravel. Musica non eccelsa, ma raffinatissima. Sentendola, viene da pensare alle ninfee di un Monet, ai simbolismi di un Klimt, al decorativismo primo Novecento. Lucente, forse troppo pensato. Ma Harding trascina l’orchestra in tessuti di seta, ricama con i violini e i legni, e dà sensazioni dannunziane col flauto solista.

 

Risultato: applausi e festa. E, invidiabile, l’unione tra Harding e Bollani, forgiata sulla distinzione dei ruoli, armoniosa e non competitiva: cosa rara tra le star della musica.

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876