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Persona e famiglia > Famiglia

Genova: muoiono 7 persone tra cui 2 bimbi

di Carlo Genovese

- Fonte: Città Nuova

Torna la paura delle piogge in Liguria. A pochi giorni dal violento nubifragio che aveva colpito le Cinque Terre anche il capoluogo ligure si risveglia sotto l’acqua con un triste bilancio 

Genova

È pesante e triste il bilancio dell’esondazione che ha colpito la città di Genova, uccidendo sette persone. Le vittime sono una donna anziana schiacciata tra le auto travolte dall’acqua, una mamma con i suoi due figli, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi altri tre adulti. Alcuni sono ancora dispersi e il bilancio è purtroppo provvisorio. Colpevoli di tutto ciò i torrenti, Fereggiano, il Bisagno e lo Sturla, tracimate in zone diverse della città nelle zone di Brignole, foce San Fruttuoso, Sturla. Marassi e Quezzi. Basti citare che dalla mezzanotte alle 13 del 4 novembre sono piovuti sulla città 300 millimetri d’acqua, pari a un terzo della quantità che cade mediamente in un anno.

 

Piove dalla mattina del 5 su Genova città, quando poco dopo le 11 il livello dell’acqua del Bisagno, il più grande dei torrenti della città, sale pericolosamente, continua a piovere e le avvisaglie che possa succedere qualcosa di pericoloso è palpabile. Un’ora più tardi i torrenti Sturla e Fereggiano sono già già tracimati a monte. Le persone scappano dall’onda di piena che trascina auto, cassonetti, moto. I titolari di negozi e supermercati posti al piano strada cominciato a evacuare la gente da negozi e magazzini. A questa grande confusione si aggiungono le acque del Bisagno che iniziano ad allagare il quartiere Foce, nella parte bassa della città. E così Genova affonda, sotto una pioggia che aumenta di intensità. E l’acqua che continua salire.

 

Fa paura, davvero paura. La gente scappa, grida e invoca i soccorsi mentre auto e centraline di allarme diffondono i suoni sinistri delle sirene degli antifurti impazziti. C’è paura, tanta come tanta è la puzza di gas perché l’acqua straripata in via Fereggiano, ha strappato la conduttura del gas. Nei palazzoni le persone salgono ai piani alti delle abitazioni per fuggire alla furia dell’alluvione. E dove ancora le strade sono percorribili, dai tombini escono flussi d’acqua torbida. Ammassi di foglie, di rami, di piccoli tronchi, che formano qua e là dighe che poi buttano acqua degli scantinati, nei bassi e nei sottopassi stradali.

 

La zona più disastrata è quella a valle dalla stazione ferroviaria di Brignole, fino alla Foce. Qui sono centinaia i negozi inondati dall’acqua, decine gli interventi dei vigili del fuoco per soccorrere persone in difficoltà. Ora è emergenza piena. Le strade sono fiumi di fango, anche lo stadio di Marassi è sommerso da un metro e mezzo d’acqua. In via Mogadiscio c’è un bus ribaltato. Le auto ammucchiate contro portoni e cancelli fanno da macabra cornice a una giornata che sembra non finire. Ora si sa che Genova è chiusa, isolata, sono chiusi il tratto dell’A12 Genova-Sestri Levante, tra l’allacciamento con l’A7 e Genova Nervi, in direzione di Livorno, e in direzione opposta tra Genova Est e Genova Nervi. Tutti i treni sono stati fermati, e anche i voli cancellati. In Corso Torino, Corso Sardegna e tutta la zona dei quartieri di San Fruttoso e San Martino le persone sono salite per le scale cercando di raggiungere i piani più alti. Gli automobilisti si sono arrampicati sugli alberi, sui tetti delle macchine per strada.

 

L’acqua è arrivata fino ai giardini di Brignole e in piazza della Vittoria. «Ci hanno accusato di aver fatto terrorismo, purtroppo ne abbiamo fatto troppo poco. Se abbiamo una colpa è solo questa». Lo afferma la sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che difende l’operato dell’amministrazione comunale per avvisare i cittadini dell’emergenza in arrivo. «Non è il momento delle polemiche ».

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